Manola 的个人资料 VIAGGIO DENTRO AL CUORE...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
VIAGGIO DENTRO AL CUOREQuesto spazio è uno spicchio del nostro cuore. In esso sono racchiuse le nostre emozioni ed i nostri sentimenti. A te amico che vieni a farci visita chiediamo rispetto ed un linguaggio corretto. Sei fra Cattolici che amano il Signore nostro Dio. BENVENUTO. |
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SITI CONSIGLIATI
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11月21日 HO BISOGNO DI TE(Signore insegnaci a pregare)
Signore
ho bisogno di te. Ho bisogno di parlarti. Vengo per sostare, solo dinnanzi a te, a bocca chiusa, come Maria. Riempi il vuoto che mi schiaccia.
Sazia la fame che mi divora. Rischiara il buio che mi acceca. Fortifica la debolezza che mi sfibra. Dammi la tua luce che non si vede;
la tua parola che non si sente; il tuo amore che non si gusta. Adesso, Signore, non sono più solo. 11月13日 IL DONO DI UN FIGLIONon so da che parte cominciare.... sono emozionata come non mai ed un groppo mi serra la gola via via che ci ripenso. Pareva sembrarmi una cosa da nulla, una bella azione, un desiderio recondito, un voler dare poche briciole a qualcuno che di briciole non ne ha, ed invece per me sta diventando ad ogni momento che passa, una cosa importante. Oggi sono diventata "mamma". Oggi in LEKHOOA (questo il suo nome) rivive un poco il nostro DANIELE(così si sarebbe probabilmente chiamato se...) il nostro piccolino che non ce l'ha fatta nel lontano 1989 a stare fra le braccia del suo papà e della sua mamma. Non vide mai la luce Daniele. Noi lo abbiamo chiamato così con il Battesimo di sangue,il Battesimo di coscienza(il battesimo dei bambini mai nati). Lekhooa vive in Lesotho, ha sette anni frequenta la scuola del suo villaggio dove gli insegnano le cose basilari, Lekhooa è Cristiano. (Non lo avevo richiesto io...), poteva essere di qualsiasi altra religione, non mi importava... ma sono felice che sia Cristiano come me.
Lekhooa ha un fratello ed una sorella, ometto il nome del suo villaggio. Abita in una casa fatta di fango e con il tetto di paglia. La famiglia ha qualche capo di bestiame e un fazzoletto di terra dove coltivano cereali e verdure per sfamarsi.Nelle vicinanze di casa c'è fortunatamente una sorgente di acqua pulita. Se qualcuno della sua famiglia si ammala, fortunatamente può ricevere assistenza sanitaria. Ho parlato con una persona addetta a queste cose e mi ha spiegato il perchè della scelta di Lekhooa su altri bambini del suo villaggio, mi si è detto che è quello che ha più bisogno. Lekhooa ha bisogno di me e di Mario. Qualcuno ha bisogno dei nostri 83 centesimi al giorno..... meno di 25 € al mese per il sostentamento non solo della sua famiglia, bensì di tutta la comunità. Ed io devo fare la dieta perchè mangio troppo e male. In Lesotho, l'inverno nevoso non permette la coltivazione dei cereali....(ed io pensavo che li fosse sempre caldo, quanta ignoranza dentro di me...) e 30.000 persone rimangono senza cibo per molti mesi. In estate la siccità distrugge i raccolti. Mancano vie di comunicazione, e la popolazione rimane isolata, senza possibilità di raggiungere il mercato del centro più vicino. Nelle case di fango e paglia, non c'è l'elettricità, non ci sono servizi igienici e l'acqua corrente... Bere l'acqua potabile è un lusso per pochi, i pozzi sono lontani e le fonti vicino a casa sono contaminate dagli animali. Purtroppo se una persona si ammala è costretta a camminare per ore per raggiungere l'unico ospedale che c'è su queste montagne, le cure sono inadeguate spesso, e si diffondono malattie come la tubercolosi e la dissenteria. Se è molto difficile curarsi, anche imparare è una sfida per i bambini. Dopo aver camminato per più di un'ora, arrivano alla scuola stanchi e affamati.In Lesotho ci sono 5 scuole, gli insegnanti sono pochi e le classi sovraffollate. Finite le scuole primarie, anche i migliori non hanno possibilità di proseguire. La scuola professionale dista 60 KM; così i bimbi vanno a lavorare nei campi. Molte bambine, rimaste spesso orfane a causa dell'aids, abbandonano la scuola perchè debbono occuparsi dei più piccini.Ecco così sfumare la speranza di un futuro migliore.... che noi potremmo regalare loro. Presto Lekhooa mi scriverà... ovvio nella sua lingua o saranno gli operatori umanitari a scrivermi in inglese, non so.... e mi manderà un disegnino. Anch'io scriverò a mio figlio... con tutto l'amore di mamma. La foto di Lekhooa è.... una foto stupenda... si vede la terra che lo circonda, in tutta l'aridità del clima e lui, con un giubbottino di jeans, con un paio di pantaloncini sformati (ben lungi dai Dolce e Gabbana dei nostri ragazzi... e guai se non son di marca!), con sotto le braccine alcuni foglietti, la faccia bella, fiera, che mi..... guarda... (ed ora mi vien da piangere di nuovo...). Lekhooa, dovessi avere solo quei soldi li, io ti prometto che saranno tuoi! Ben arrivato Lekhooa, ti voglio bene. 10月28日 OTTO COSE CHE DIO NON CI CHIEDERA QUEL GIORNO......1. Dio non chiederà che genere di automobile hai guidato.
Chiederà quante persone hai guidato e che non avevano guida. 2. Dio non chiederà di quanti metri quadri era la vostra casa.
Chiederà quante persone avete accolto favorevolmente nella vostra casa. 3. Dio non chiederà notizie sui vestiti che avete avuto nel vostro armadio
Chiederà quante persone avete contribuito a vestire. 4. Dio non chiederà quanto alto era il vostro stipendio.
Chiederà se siete scesi a compromessi per ottenerlo. 5. Dio non chiederà quale era il vostro titolo di studio.
Chiederà se avete fatto il vostro lavoro al meglio delle vostre capacità. 6. Dio non chiederà quanti amici avete avuto.
Chiederà per quante persone siete stato un amico. 7.Dio non chiederà con quale vicinato avete vissuto.
Lui chiederà quale cura avete avuto per i vostri vicini. 8. Dio non chiederà quale era il colore della vostra pelle
Chiederà notizie sui vostri sentimenti e del vostro carattere. Dio vi porterà amorevolmente alla vostra casa in Paradiso e non alle porte dell'inferno. 10月16日 IL TESORO DEL GIARDINIERE(Tolstoi, Racconti)
C'era una volta un uomo che faceva il giardiniere. Non era ricco, ma lavorando sodo era riuscito a comperare una bella vigna. Aveva anche allevato tre figli robusti e sani. Ma proprio qui stava il suo cruccio: i tre ragazzi non mostravano in alcun modo di condividere la passione del padre per il lavoro campestre. Un giorno il giardiniere sentì che stava per giungere la sua ultima ora. Chiamò perciò i suoi ragazzi e disse loro: "Figli miei, debbo rivelarvi un segreto: nella vigna è nascosto tanto oro da bastare per vivere felici e tranquilli. Cercate questo tesoro, e dividetevelo fraternamente tra voi". Detto questo, spirò. Il giorno dopo i tre figli scesero nella vigna con zappe, vanghe e rastrelli, e cominciarono a rimuovere profondamente il terreno. Cercarono per giorni e giorni, poiché la vigna era grande e non si sapeva dove il padre avesse nascosto l'oro di cui aveva parlato. Alla fine si accorsero di aver zappato tutta la terra senza aver trovato alcun tesoro. Rimasero molto delusi. Ma dopo qualche tempo, compresero il significato delle parole del padre: infatti quell'anno la vigna diede una quantità enorme di splendida uva, perché era stata ben curata e zappata. Vendettero l'uva e ne ricavarono molti rubli d'oro, che poi divisero fraternamente secondo la raccomandazione del padre. E da quel giorno compresero che il più grande tesoro per l'uomo è il frutto del suo lavoro. 10月10日 AMO(Antonio Pagano)
Piangendo Francesco disse un giorno a Gesù: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Signore, mi devi perdonare, perché te solo io vorrei amare". Sorridendo il Signore gli rispose così: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Francesco, non devi pianger più, perché io amo ciò che ami tu". 10月2日 LA RU486, la pillola che deve far ..arrossireSacconi: «Non permetteremo
che la Ru486 violi la legge» Dal quotidiano "L'avvenire"http://www.avvenire.it/ Le istituzioni non permetteranno che l’impiego della Ru486 vada contro o aggiri «il contenuto sostanziale» della legge 194. È il monito lanciato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nella sua audizione in commissione Sanità del Senato sulla pillola abortiva. Una seduta segnata anche dalle critiche del Pd alla lettera inviata dal presidente della Commissione, Antonio Tomassini (Pdl), al numero uno dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Sergio Pecorelli, nella quale si sottolinea «l’opportunità» che l’agenzia, «prima di pervenire alle determinazioni conclusive» sulla Ru486, «tenga nella massima considerazione le valutazioni che emergeranno a conclusione dell’indagine conoscitiva» della Commissione.
«Grave» che Tomassini abbia chiesto all’Aifa, senza consultare la Commissione, di sospendere la sua decisione: così va all’attacco la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro che, accusando la maggioranza di voler snaturare l’indagine, torna a manifestare i suoi distinguo. «Una lettera inopportuna», aggiunge Dorina Bianchi (Pd). «Tomassini ha agito nel pieno rispetto delle regole parlamentari», ribatte il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, rinfacciando al Pd «un battibecco» tra suoi esponenti in Commissione. «L’audizione di Sacconi dimostra che l’indagine andava fatta», osserva Raffaele Calabrò (Pdl). È «pienamente giustificata», ribadisce il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella. La questione tecnica delle modalità dell’aborto farmacologico non può non essere politica: la Ru486 è compatibile con la 194? In base alla legge l’aborto «deve avvenire nelle strutture pubbliche», una garanzia per la salute delle donne e per la prevenzione: l’Italia è l’unico Paese europeo in cui l’aborto è costantemente diminuito. Al margine della sua audizione, Sacconi evidenzia che la prossima riunione del cda dell’Aifa attesa per il 19 ottobre non permetterà ancora la commmercializzazione: è necessaria «una determina tecnica», che definisca nel dettaglio «il protocollo e il percorso». La questione su cui indaga anche la commissione, evidenzia Sacconi, è se la Ru486 è compatibile con la 194, verificando che «una compatibilità teorica» non sia «negata nei fatti». «Il 19 l’iter si concluderà in modo definitivo», dissente Livia Turco (Pd) che non può «nascondere» la sua «soddisfazione» perché il lavoro dell’Agenzia iniziò quando era ministro della Salute. A suo dire, poi, Roccella e Sacconi non avrebbero «un minimo di credibilità per difendere la legge sull’aborto». «Smontare» la 194, risponde la Roccella, è lo scopo di chi ha sponsorizzato politicamente l’immissione in commercio in Italia della pillola. «La Turco dica con chiarezza – chiede il sottosegretario – se ritiene che l’aborto debba avvenire in regime di ricovero ordinario» e non a domicilio. «Nessuno parla di aborto a domicilio», insiste la Turco, tornando a perorare l’educazione sessuale nelle scuole. «Parla d’altro, ma evita accuratamente di rispondere», registra infine la Roccella. «Quando mai avrei attaccato la legge 194?», precisa anche Sacconi, evidenziando di averne chiesto invece «la piena attuazione». Nella sua audizione il ministro ricorda che la legge ammette l’aborto – «un atto considerato, in linea di principio, negativamente» – solo in situazioni nelle quali la salute materna è minacciata. Quanto alla Ru486, non basta una «disciplina tecnica» teoricamente coerente con la 194: Sacconi sollecita anche «modalità di monitoraggio che consentano di verificare il grado di effettività del rispetto». E se così non fosse, le istituzioni «non potrebbero assistere passive»: saranno «necessari» interventi per un «rispetto» concreto di una «legge internazionalmente apprezzata», che «nessuna parte politica pare voler modificare». Pier Luigi Fornari
ALLA FINE DELLA VITADal:quotidiano " AVVENIRE" LA LEGGE SULLA FINE DELLA VITA CON IPPOCRATE E CON OGNI MALATO SENZA COSTRUIRE "ZONE GRIGIE" Francesco d’Agostino Il rinvio a dicembre della discussione alla Camera della legge sul 'fine vita' può avere diverse motivazioni 'politiche', tutte allarmanti (ed alcune anche subdole), ma ha una sola possibile spiegazione 'bioetica': a molti, a troppi (sia parlamentari che influenti opinionisti) la sostanza specifica della questione evidentemente non è chiara. È solo così che si possono capire gli appelli contro l’iper-regolamentazione giuridica della fine vita e le martellanti esortazioni contro ogni intrusione dello Stato in quella delicatissima 'zona grigia', all’interno della quale sarebbero legittimati a muoversi, con la massima discrezionalità, solo medici e familiari. Ciò che, in buona sostanza, si chiede ormai da tante parti è che la legge sul fine vita, se proprio la si vuole fare, sia il più possibile 'liberale'… Da tempo sostengo, ampiamente inascoltato, che il liberalismo è un prezioso principio politico- culturale (e probabilmente anche economico- sociale), che è però illusorio sperare di poter applicare ai problemi bioetici che, nella maggior parte dei casi, vanno affrontati e risolti in altro modo, applicando il principio ippocratico della difesa della vita e non facendo appello alla 'libertà' o all’’autodeterminazione' del malato (soggetto debole, influenzabile, il più delle volte scarsamente informato e che, soprattutto nelle situazioni di fine vita, ha una sola esigenza prioritaria, quella di non essere abbandonato). È giusto approvare una legge che imponga al medico il dovere di tener conto delle dichiarazioni anticipate di trattamento, sottoscritte in data certa da soggetti competenti e informati e purché esplicitamente prive di indicazioni eutanasiche? È più che giusto, anzi è doveroso ed urgente, almeno per escludere che possano essere emanate dalla magistratura altre sentenze, che, come quelle relative al caso Englaro, hanno riconosciuto valide generiche dichiarazioni orali, di data incerta, formulate da persone certamente poco informate e dal contenuto almeno potenzialmente eutanasico. È altresì essenziale che questa legge non lasci dubbi sulla non vincolatività di queste dichiarazioni per il medico, lasciandogli la libertà di seguirle o di non seguirle, non però in base al suo arbitrio o alle indicazioni che possono arrivargli dai familiari o dai fiduciari del paziente (indicazioni che potrebbero avere motivazioni anche molto ambigue), ma a seguito di una rigorosa valutazione, caso per caso, della fondatezza di quelle dichiarazioni, in ordine alla loro completezza e coerenza, alle possibilità terapeutiche reali che sono a disposizione in ciascun singolo caso e al dovere di evitare ogni forma di accanimento. In altri termini, quello che la legge può, e nella situazione attuale, deve fare è ribadire due principi ippocratici fondamentali: 1) la vita non è disponibile da parte di nessuno, nemmeno da parte del paziente (altrimenti dovremmo legittimare l’aiuto al suicidio, anche a carico di soggetti 'sani'!) e 2) il medico ha un solo, esclusivo dovere, quello di agire come terapeuta a favore della vita (e l’accanimento non ha nulla a che vedere con una terapia!), con l’unico limite di dover rispettare l’eventuale decisione del paziente di sottrarsi alle cure. Alimentazione e idratazione non sono cure: lo dimostra il fatto che se si cessa di alimentare il malato, questi non muore per il progredire della sua patologia, ma perché gli viene sottratto un sostegno vitale fondamentale (è ciò che comunemente si intende dire, in modo scientificamente impreciso, ma simbolicamente perfetto, quando si afferma che Eluana Englaro è morta 'di fame e di sete'). Ecco perché non si può, sinceramente, parlare di iper-regolamentazione giuridica a carico di una legge, come quella approvata al Senato, che, pur con tutte le sue imperfezioni, garantisce comunque questi due principi, in sé e per sé irrinunciabili, contro ogni tentativo di manipolazione (proveniente da qualunque parte: dai medici, dai familiari, dai magistrati). Chi continua a preoccuparsi di un’ipertrofia legislativa in bioetica e a insistere sulla richiesta di una legislazione 'liberale', rispettosa di tutte le 'zone grigie' possibili e immaginabili, non si rende evidentemente conto che non è questa la vera posta in gioco, ma l’abbandono del modello ippocratico della medicina, il modello nel quale la difesa della vita e il rispetto del malato sono indissolubilmente congiunti. Se questa fosse l’autentica, subdola ragione che motiva l’operato di quanti puntano a rinviare (o, addirittura, ad affossare) la discussione della legge sul fine vita alla Camera, dovremmo preoccuparcene tutti e moltissimo. PREGHIERA PER L'EUROPA(Cardinale Carlo Maria Martini, dalla rivista Il Cenacolo)
Padre dell'umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi, precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto. Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi; guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri e toccate dalla voce dei Riformatori. Guarda i popoli uniti da tanti legami
ma anche divisi, nel tempo, dall'odio e dalla guerra. Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito fondata non soltanto sugli accordi economici, ma anche sui valori umani ed eterni. Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche, pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità. Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere di suscitare e promuovere un' intesa tra i popoli che assicuri per tutti i continenti, la giustizia e il pane, la libertà e la pace. 9月21日 IL PERDONO |
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Lascia un saluto,ne saremo felici Benvenuti nell'angolino del nostro "IO", che il Signore nostro Dio, vi benedica tutti quanti. Ricordiamoci sempre che
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