Manola 的个人资料 VIAGGIO DENTRO AL CUORE...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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11月21日 HO BISOGNO DI TE(Signore insegnaci a pregare)
Signore
ho bisogno di te. Ho bisogno di parlarti. Vengo per sostare, solo dinnanzi a te, a bocca chiusa, come Maria. Riempi il vuoto che mi schiaccia.
Sazia la fame che mi divora. Rischiara il buio che mi acceca. Fortifica la debolezza che mi sfibra. Dammi la tua luce che non si vede;
la tua parola che non si sente; il tuo amore che non si gusta. Adesso, Signore, non sono più solo. 11月13日 IL DONO DI UN FIGLIONon so da che parte cominciare.... sono emozionata come non mai ed un groppo mi serra la gola via via che ci ripenso. Pareva sembrarmi una cosa da nulla, una bella azione, un desiderio recondito, un voler dare poche briciole a qualcuno che di briciole non ne ha, ed invece per me sta diventando ad ogni momento che passa, una cosa importante. Oggi sono diventata "mamma". Oggi in LEKHOOA (questo il suo nome) rivive un poco il nostro DANIELE(così si sarebbe probabilmente chiamato se...) il nostro piccolino che non ce l'ha fatta nel lontano 1989 a stare fra le braccia del suo papà e della sua mamma. Non vide mai la luce Daniele. Noi lo abbiamo chiamato così con il Battesimo di sangue,il Battesimo di coscienza(il battesimo dei bambini mai nati). Lekhooa vive in Lesotho, ha sette anni frequenta la scuola del suo villaggio dove gli insegnano le cose basilari, Lekhooa è Cristiano. (Non lo avevo richiesto io...), poteva essere di qualsiasi altra religione, non mi importava... ma sono felice che sia Cristiano come me.
Lekhooa ha un fratello ed una sorella, ometto il nome del suo villaggio. Abita in una casa fatta di fango e con il tetto di paglia. La famiglia ha qualche capo di bestiame e un fazzoletto di terra dove coltivano cereali e verdure per sfamarsi.Nelle vicinanze di casa c'è fortunatamente una sorgente di acqua pulita. Se qualcuno della sua famiglia si ammala, fortunatamente può ricevere assistenza sanitaria. Ho parlato con una persona addetta a queste cose e mi ha spiegato il perchè della scelta di Lekhooa su altri bambini del suo villaggio, mi si è detto che è quello che ha più bisogno. Lekhooa ha bisogno di me e di Mario. Qualcuno ha bisogno dei nostri 83 centesimi al giorno..... meno di 25 € al mese per il sostentamento non solo della sua famiglia, bensì di tutta la comunità. Ed io devo fare la dieta perchè mangio troppo e male. In Lesotho, l'inverno nevoso non permette la coltivazione dei cereali....(ed io pensavo che li fosse sempre caldo, quanta ignoranza dentro di me...) e 30.000 persone rimangono senza cibo per molti mesi. In estate la siccità distrugge i raccolti. Mancano vie di comunicazione, e la popolazione rimane isolata, senza possibilità di raggiungere il mercato del centro più vicino. Nelle case di fango e paglia, non c'è l'elettricità, non ci sono servizi igienici e l'acqua corrente... Bere l'acqua potabile è un lusso per pochi, i pozzi sono lontani e le fonti vicino a casa sono contaminate dagli animali. Purtroppo se una persona si ammala è costretta a camminare per ore per raggiungere l'unico ospedale che c'è su queste montagne, le cure sono inadeguate spesso, e si diffondono malattie come la tubercolosi e la dissenteria. Se è molto difficile curarsi, anche imparare è una sfida per i bambini. Dopo aver camminato per più di un'ora, arrivano alla scuola stanchi e affamati.In Lesotho ci sono 5 scuole, gli insegnanti sono pochi e le classi sovraffollate. Finite le scuole primarie, anche i migliori non hanno possibilità di proseguire. La scuola professionale dista 60 KM; così i bimbi vanno a lavorare nei campi. Molte bambine, rimaste spesso orfane a causa dell'aids, abbandonano la scuola perchè debbono occuparsi dei più piccini.Ecco così sfumare la speranza di un futuro migliore.... che noi potremmo regalare loro. Presto Lekhooa mi scriverà... ovvio nella sua lingua o saranno gli operatori umanitari a scrivermi in inglese, non so.... e mi manderà un disegnino. Anch'io scriverò a mio figlio... con tutto l'amore di mamma. La foto di Lekhooa è.... una foto stupenda... si vede la terra che lo circonda, in tutta l'aridità del clima e lui, con un giubbottino di jeans, con un paio di pantaloncini sformati (ben lungi dai Dolce e Gabbana dei nostri ragazzi... e guai se non son di marca!), con sotto le braccine alcuni foglietti, la faccia bella, fiera, che mi..... guarda... (ed ora mi vien da piangere di nuovo...). Lekhooa, dovessi avere solo quei soldi li, io ti prometto che saranno tuoi! Ben arrivato Lekhooa, ti voglio bene. 10月28日 OTTO COSE CHE DIO NON CI CHIEDERA QUEL GIORNO......1. Dio non chiederà che genere di automobile hai guidato.
Chiederà quante persone hai guidato e che non avevano guida. 2. Dio non chiederà di quanti metri quadri era la vostra casa.
Chiederà quante persone avete accolto favorevolmente nella vostra casa. 3. Dio non chiederà notizie sui vestiti che avete avuto nel vostro armadio
Chiederà quante persone avete contribuito a vestire. 4. Dio non chiederà quanto alto era il vostro stipendio.
Chiederà se siete scesi a compromessi per ottenerlo. 5. Dio non chiederà quale era il vostro titolo di studio.
Chiederà se avete fatto il vostro lavoro al meglio delle vostre capacità. 6. Dio non chiederà quanti amici avete avuto.
Chiederà per quante persone siete stato un amico. 7.Dio non chiederà con quale vicinato avete vissuto.
Lui chiederà quale cura avete avuto per i vostri vicini. 8. Dio non chiederà quale era il colore della vostra pelle
Chiederà notizie sui vostri sentimenti e del vostro carattere. Dio vi porterà amorevolmente alla vostra casa in Paradiso e non alle porte dell'inferno. 10月16日 IL TESORO DEL GIARDINIERE(Tolstoi, Racconti)
C'era una volta un uomo che faceva il giardiniere. Non era ricco, ma lavorando sodo era riuscito a comperare una bella vigna. Aveva anche allevato tre figli robusti e sani. Ma proprio qui stava il suo cruccio: i tre ragazzi non mostravano in alcun modo di condividere la passione del padre per il lavoro campestre. Un giorno il giardiniere sentì che stava per giungere la sua ultima ora. Chiamò perciò i suoi ragazzi e disse loro: "Figli miei, debbo rivelarvi un segreto: nella vigna è nascosto tanto oro da bastare per vivere felici e tranquilli. Cercate questo tesoro, e dividetevelo fraternamente tra voi". Detto questo, spirò. Il giorno dopo i tre figli scesero nella vigna con zappe, vanghe e rastrelli, e cominciarono a rimuovere profondamente il terreno. Cercarono per giorni e giorni, poiché la vigna era grande e non si sapeva dove il padre avesse nascosto l'oro di cui aveva parlato. Alla fine si accorsero di aver zappato tutta la terra senza aver trovato alcun tesoro. Rimasero molto delusi. Ma dopo qualche tempo, compresero il significato delle parole del padre: infatti quell'anno la vigna diede una quantità enorme di splendida uva, perché era stata ben curata e zappata. Vendettero l'uva e ne ricavarono molti rubli d'oro, che poi divisero fraternamente secondo la raccomandazione del padre. E da quel giorno compresero che il più grande tesoro per l'uomo è il frutto del suo lavoro. 10月10日 AMO(Antonio Pagano)
Piangendo Francesco disse un giorno a Gesù: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Signore, mi devi perdonare, perché te solo io vorrei amare". Sorridendo il Signore gli rispose così: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Francesco, non devi pianger più, perché io amo ciò che ami tu". 10月2日 LA RU486, la pillola che deve far ..arrossireSacconi: «Non permetteremo
che la Ru486 violi la legge» Dal quotidiano "L'avvenire"http://www.avvenire.it/ Le istituzioni non permetteranno che l’impiego della Ru486 vada contro o aggiri «il contenuto sostanziale» della legge 194. È il monito lanciato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nella sua audizione in commissione Sanità del Senato sulla pillola abortiva. Una seduta segnata anche dalle critiche del Pd alla lettera inviata dal presidente della Commissione, Antonio Tomassini (Pdl), al numero uno dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Sergio Pecorelli, nella quale si sottolinea «l’opportunità» che l’agenzia, «prima di pervenire alle determinazioni conclusive» sulla Ru486, «tenga nella massima considerazione le valutazioni che emergeranno a conclusione dell’indagine conoscitiva» della Commissione.
«Grave» che Tomassini abbia chiesto all’Aifa, senza consultare la Commissione, di sospendere la sua decisione: così va all’attacco la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro che, accusando la maggioranza di voler snaturare l’indagine, torna a manifestare i suoi distinguo. «Una lettera inopportuna», aggiunge Dorina Bianchi (Pd). «Tomassini ha agito nel pieno rispetto delle regole parlamentari», ribatte il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, rinfacciando al Pd «un battibecco» tra suoi esponenti in Commissione. «L’audizione di Sacconi dimostra che l’indagine andava fatta», osserva Raffaele Calabrò (Pdl). È «pienamente giustificata», ribadisce il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella. La questione tecnica delle modalità dell’aborto farmacologico non può non essere politica: la Ru486 è compatibile con la 194? In base alla legge l’aborto «deve avvenire nelle strutture pubbliche», una garanzia per la salute delle donne e per la prevenzione: l’Italia è l’unico Paese europeo in cui l’aborto è costantemente diminuito. Al margine della sua audizione, Sacconi evidenzia che la prossima riunione del cda dell’Aifa attesa per il 19 ottobre non permetterà ancora la commmercializzazione: è necessaria «una determina tecnica», che definisca nel dettaglio «il protocollo e il percorso». La questione su cui indaga anche la commissione, evidenzia Sacconi, è se la Ru486 è compatibile con la 194, verificando che «una compatibilità teorica» non sia «negata nei fatti». «Il 19 l’iter si concluderà in modo definitivo», dissente Livia Turco (Pd) che non può «nascondere» la sua «soddisfazione» perché il lavoro dell’Agenzia iniziò quando era ministro della Salute. A suo dire, poi, Roccella e Sacconi non avrebbero «un minimo di credibilità per difendere la legge sull’aborto». «Smontare» la 194, risponde la Roccella, è lo scopo di chi ha sponsorizzato politicamente l’immissione in commercio in Italia della pillola. «La Turco dica con chiarezza – chiede il sottosegretario – se ritiene che l’aborto debba avvenire in regime di ricovero ordinario» e non a domicilio. «Nessuno parla di aborto a domicilio», insiste la Turco, tornando a perorare l’educazione sessuale nelle scuole. «Parla d’altro, ma evita accuratamente di rispondere», registra infine la Roccella. «Quando mai avrei attaccato la legge 194?», precisa anche Sacconi, evidenziando di averne chiesto invece «la piena attuazione». Nella sua audizione il ministro ricorda che la legge ammette l’aborto – «un atto considerato, in linea di principio, negativamente» – solo in situazioni nelle quali la salute materna è minacciata. Quanto alla Ru486, non basta una «disciplina tecnica» teoricamente coerente con la 194: Sacconi sollecita anche «modalità di monitoraggio che consentano di verificare il grado di effettività del rispetto». E se così non fosse, le istituzioni «non potrebbero assistere passive»: saranno «necessari» interventi per un «rispetto» concreto di una «legge internazionalmente apprezzata», che «nessuna parte politica pare voler modificare». Pier Luigi Fornari
ALLA FINE DELLA VITADal:quotidiano " AVVENIRE" LA LEGGE SULLA FINE DELLA VITA CON IPPOCRATE E CON OGNI MALATO SENZA COSTRUIRE "ZONE GRIGIE" Francesco d’Agostino Il rinvio a dicembre della discussione alla Camera della legge sul 'fine vita' può avere diverse motivazioni 'politiche', tutte allarmanti (ed alcune anche subdole), ma ha una sola possibile spiegazione 'bioetica': a molti, a troppi (sia parlamentari che influenti opinionisti) la sostanza specifica della questione evidentemente non è chiara. È solo così che si possono capire gli appelli contro l’iper-regolamentazione giuridica della fine vita e le martellanti esortazioni contro ogni intrusione dello Stato in quella delicatissima 'zona grigia', all’interno della quale sarebbero legittimati a muoversi, con la massima discrezionalità, solo medici e familiari. Ciò che, in buona sostanza, si chiede ormai da tante parti è che la legge sul fine vita, se proprio la si vuole fare, sia il più possibile 'liberale'… Da tempo sostengo, ampiamente inascoltato, che il liberalismo è un prezioso principio politico- culturale (e probabilmente anche economico- sociale), che è però illusorio sperare di poter applicare ai problemi bioetici che, nella maggior parte dei casi, vanno affrontati e risolti in altro modo, applicando il principio ippocratico della difesa della vita e non facendo appello alla 'libertà' o all’’autodeterminazione' del malato (soggetto debole, influenzabile, il più delle volte scarsamente informato e che, soprattutto nelle situazioni di fine vita, ha una sola esigenza prioritaria, quella di non essere abbandonato). È giusto approvare una legge che imponga al medico il dovere di tener conto delle dichiarazioni anticipate di trattamento, sottoscritte in data certa da soggetti competenti e informati e purché esplicitamente prive di indicazioni eutanasiche? È più che giusto, anzi è doveroso ed urgente, almeno per escludere che possano essere emanate dalla magistratura altre sentenze, che, come quelle relative al caso Englaro, hanno riconosciuto valide generiche dichiarazioni orali, di data incerta, formulate da persone certamente poco informate e dal contenuto almeno potenzialmente eutanasico. È altresì essenziale che questa legge non lasci dubbi sulla non vincolatività di queste dichiarazioni per il medico, lasciandogli la libertà di seguirle o di non seguirle, non però in base al suo arbitrio o alle indicazioni che possono arrivargli dai familiari o dai fiduciari del paziente (indicazioni che potrebbero avere motivazioni anche molto ambigue), ma a seguito di una rigorosa valutazione, caso per caso, della fondatezza di quelle dichiarazioni, in ordine alla loro completezza e coerenza, alle possibilità terapeutiche reali che sono a disposizione in ciascun singolo caso e al dovere di evitare ogni forma di accanimento. In altri termini, quello che la legge può, e nella situazione attuale, deve fare è ribadire due principi ippocratici fondamentali: 1) la vita non è disponibile da parte di nessuno, nemmeno da parte del paziente (altrimenti dovremmo legittimare l’aiuto al suicidio, anche a carico di soggetti 'sani'!) e 2) il medico ha un solo, esclusivo dovere, quello di agire come terapeuta a favore della vita (e l’accanimento non ha nulla a che vedere con una terapia!), con l’unico limite di dover rispettare l’eventuale decisione del paziente di sottrarsi alle cure. Alimentazione e idratazione non sono cure: lo dimostra il fatto che se si cessa di alimentare il malato, questi non muore per il progredire della sua patologia, ma perché gli viene sottratto un sostegno vitale fondamentale (è ciò che comunemente si intende dire, in modo scientificamente impreciso, ma simbolicamente perfetto, quando si afferma che Eluana Englaro è morta 'di fame e di sete'). Ecco perché non si può, sinceramente, parlare di iper-regolamentazione giuridica a carico di una legge, come quella approvata al Senato, che, pur con tutte le sue imperfezioni, garantisce comunque questi due principi, in sé e per sé irrinunciabili, contro ogni tentativo di manipolazione (proveniente da qualunque parte: dai medici, dai familiari, dai magistrati). Chi continua a preoccuparsi di un’ipertrofia legislativa in bioetica e a insistere sulla richiesta di una legislazione 'liberale', rispettosa di tutte le 'zone grigie' possibili e immaginabili, non si rende evidentemente conto che non è questa la vera posta in gioco, ma l’abbandono del modello ippocratico della medicina, il modello nel quale la difesa della vita e il rispetto del malato sono indissolubilmente congiunti. Se questa fosse l’autentica, subdola ragione che motiva l’operato di quanti puntano a rinviare (o, addirittura, ad affossare) la discussione della legge sul fine vita alla Camera, dovremmo preoccuparcene tutti e moltissimo. PREGHIERA PER L'EUROPA(Cardinale Carlo Maria Martini, dalla rivista Il Cenacolo)
Padre dell'umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi, precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto. Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi; guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri e toccate dalla voce dei Riformatori. Guarda i popoli uniti da tanti legami
ma anche divisi, nel tempo, dall'odio e dalla guerra. Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito fondata non soltanto sugli accordi economici, ma anche sui valori umani ed eterni. Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche, pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità. Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere di suscitare e promuovere un' intesa tra i popoli che assicuri per tutti i continenti, la giustizia e il pane, la libertà e la pace. 9月21日 IL PERDONO9月5日 CONSOLAZIONE(Bruno Ferrero, 40 storie nel deserto)
Una bambina torna dalla casa di una vicina alla quale era appena morta, in modo tragico la figlioletta di otto anni.
"Perché sei andata?", le domanda il padre. "Per consolare la mamma". "E che potevi fare, tu così piccola, per consolarla?". "Le sono salita in grembo e ho pianto con lei". Se accanto a te c'è qualcuno che soffre, piangi con lui. Se c'è qualcuno che è felice, ridi con lui. L'amore vede e guarda, ode e ascolta. Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati. 8月31日 SANTA MARIA VERGINE DELLA NOTTE(Tonino Bello)
Santa Maria, Vergine della notte,
noi t'imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore, irrompe la prova, sibila il vento della disperazione, e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni, o il freddo delle delusioni o l'ala severa della morte. Liberaci dai brividi delle tenebre.
Nell'ora del nostro calvario,
Tu, che hai sperimentato l'eclissi del sole, stendi il tuo manto su di noi, sicché, fasciati dal tuo respiro, ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà. Alleggerisci con carezze di Madre
la sofferenza dei malati. Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo. Spegni i focolai di nostalgia nel cuore dei naviganti, e offri loro la spalla, perché vi poggino il capo. Preserva da ogni male i nostri cari
che faticano in terre lontane e conforta, col baleno struggente degli occhi, chi ha perso la fiducia nella vita. Ripeti ancora oggi
la canzone del Magnificat, e annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra. Non ci lasciare soli nella notte
a salmodiare le nostre paure. Anzi, se nei momenti dell'oscurità ti metterai vicino a noi e ci sussurrerai che anche Tu, Vergine dell'Avvento, stai aspettando la luce, le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto. E sveglieremo insieme l'aurora.
Così sia. 8月18日 DECALOGO DELLA QUOTIDIANITA'1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stesso. 3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo. 4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri. 5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima. 6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno 7. Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione. 8. Solo per oggi crederò fermamente nonostante le apparenze che la Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo. 9. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti farò in modo che nessuno se ne accorga. 10. Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà. Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita. Basta a ciascun giorno il suo affanno. 8月15日 SPIRITUALITA' COME RISVEGLIO(Anthony De Mello)
Un tale bussa alla porta di suo figlio: "Paolo", dice, "svegliati!". Paolo risponde: "Non voglio alzarmi, papà". Il padre urla: "Alzati, devi andare a scuola". Paolo dice: "Non voglio andare a scuola". "E perché no?" chiede il padre. "Ci sono tre ragioni", risponde Paolo. "Prima di tutto, è una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola". E il padre dice: "Bene, adesso ti dirò io tre ragioni per cui devi andare a scuola: primo, perché è tuo dovere; secondo, perché hai quarantacinque anni, e terzo, perché sei il preside". 8月9日 LAGGIU'(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)
Un bambino che abitava la pianura era affascinato dalla linea delle montagne che si stagliava lontano all'orizzonte. Azzurrine, leggere, compatte, gli apparivano come un luogo di paradiso. Così diverso dalla terra aspra e grigia dove viveva.
Un giorno, ormai cresciuto, cedette al richiamo dell'orizzonte e decise di raggiungere quel posto incantato. Il viaggio durò a lungo, attraverso pianure e colline. Stremato, arrivò infine sulla vetta delle montagne, ma dovette constatare con profonda delusione che le montagne non erano più azzurrine ma grigie e caotiche, sassose, aride ed aspre. Proprio come il paese che aveva lasciato. Ma all'orizzonte, davanti a lui, si delineavano altre montagne, azzurre, violette, alonate di luce dorata. E ripartì. Gli ci volle molto tempo per raggiungerle. Ma anche là, man mano che si avvicinava, l'azzurro e il viola scomparivano per lasciare spazio al grigio delle rocce e al giallo stopposo dell'erba bruciata. Ma davanti l'orizzonte era azzurro e rosa. E lui si rimetteva in cammino. Era sempre una delusione: al suo arrivo anche le nuove terre si rivelavano ruvide e brulle. Un giorno, ormai vecchio, vista vana la sua ricerca, decise di tornare indietro. Ed ecco, tutti i paesi che aveva lasciato erano azzurrini, leggeri, immersi in una incantevole luce dorata. Il giorno era cominciato male e stava finendo peggio. Come al solito, l'autobus era molto affollato. Mentre venivo sballottata in tutte le direzioni, la tristezza cresceva. Poi sentii una voce profonda provenire dalla parte anteriore dell'autobus: "Bella giornata, non è vero?". A causa della folla non riuscivo a vedere l'uomo, ma lo sentivo descrivere il paesaggio primaverile, richiamando l'attenzione sulle cose che si avvicinavano: la chiesa, il parco, il cimitero, la caserma dei pompieri. Di lì a poco tutti i passeggeri guardavano fuori dal finestrino. L'entusiasmo era cosi contagioso che mi misi a sorridere per la prima volta nella giornata. Arrivammo alla mia fermata. Dirigendomi con difficoltà verso la porta, diedi un'occhiata alla nostra guida: una figura grassottella con la barba nera, gli occhiali da sole, con in mano un bastone bianco. Era cieco! Scesi dall'autobus e, all'improvviso, tutta la mia tensione era svanita. Dio nella sua saggezza aveva mandato un cieco che mi aiutasse a vedere: a vedere che, sebbene a volte le cose vadano male, quando tutto sembra scuro e triste, il mondo continua ad essere bello. Canticchiando un motivetto salii le scale del mio appartamento. Non vedevo l'ora di salutare mio marito con le parole: "Bella giornata, non è vero?". 7月21日 MA CHE SIA UNA REGINAC'era una volta, tanti secoli fa, una città famosa. Sorgeva in una prospera vallata e, siccome i suoi abitanti erano decisi e laboriosi, in poco tempo crebbe enormemente.
I pellegrini la vedevano da lontano e rimanevano ammirati e abbagliati dallo splendore dei suoi marmi e dei suoi bronzi dorati. Era insomma una città felice nella quale tutti vivevano in pace. Ma un brutto giorno, i suoi abitanti decisero di eleggere un re. Le trombe d'oro degli araldi li riunirono tutti davanti al Municipio. Non mancava nessuno. Poveri e ricchi, giovani e vecchi si guardavano in faccia e parlottavano a bassa voce. Lo squillo argentino di una tromba impose il silenzio a tutta l'assemblea. Si fece avanti allora un tipo basso e grasso, vestito superbamente. Era l'uomo più ricco della città. Alzò la mano carica di anelli scintillanti e proclamò: "Cittadini! Noi siamo già immensamente ricchi. Non ci manca il denaro. Il nostro re deve essere un uomo nobile, un conte, un marchese, un principe, perché tutti lo rispettino per il suo alto lignaggio". "No! Vattene! Fatelo tacere! Buuuu!". I meno ricchi della città cominciarono una gazzarra indescrivibile. "Vogliamo come re un uomo ricco e generoso che ponga rimedio ai nostri problemi!". Nello stesso tempo, i soldati issarono sulle loro spalle un gigante muscoloso e gridarono, agitando minacciosamente le picche: "Questo sarà il nostro re! Il più forte!". Nella confusione generale, nessuno capiva più niente. Da tutte le parti scoppiavano grida, minacce, applausi, armi che s'incrociavano. I parapiglia si moltiplicavano e i contusi erano già decine. Suonò di nuovo la tromba. Poco a poco, la moltitudine si acquietò. Un anziano, sereno e prudente, salì sul gradino più alto e disse: "Amici, non commettiamo la pazzia di batterci per un re che non esiste ancora. Chiamiamo un bambino innocente e sia lui ad eleggere un re tra di noi". Presero per mano un bambino e lo condussero davanti a tutti. L'anziano gli chiese: "Chi vuoi che sia il re di questa città così grande?". Il bambinetto li guardò tutti, si succhiò il pollice e poi rispose: "I re sono brutti. Io non voglio un re. Voglio che sia una regina: la mia mamma". Le mamme al governo. E' un'idea magnifica. Il mondo sarebbe certamente più pulito, si direbbero meno parolacce, tutti darebbero la mano ad uno più grande prima di attraversare la strada... Dio l'ha pensata allo stesso modo. E ha fatto Maria. 7月19日 L'ALTRO......(Kahlil Gibran)
Il tuo prossimo è lo sconosciuto che è in te, reso visibile. Il suo volto si riflette nelle acque tranquille, e in quelle acque, se osservi bene, scorgerai il tuo stesso volto. Se tenderai l'orecchio nella notte, è lui che sentirai parlare, e le sue parole saranno i battiti del tuo stesso cuore. Non sei tu solo ad essere te stesso. Sei presente nelle azioni degli altri uomini, e questi, senza saperlo, sono con te in ognuno dei tuoi giorni. Non precipiteranno se tu non precipiterai con loro, e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai. 7月18日 UN SANTOSANTA GEMMA GALGANI (LUCCA)
(Pilar Urbano,, Josemaria Escrivà, romano, Leonardo, Milano 1996, p. 152)
Un santo è un avaro che va riempiendosi di Dio a furia di vuotarsi di sé. Un santo è un povero che fa la sua fortuna svaligiando i forzieri di Dio. Un santo è un debole che si asserraglia in Dio e in Lui costruisce la sua fortezza. Un santo è un imbecille del mondo, stulta mundi, che si istruisce e si laurea con la sapienza di Dio. Un santo è un ribelle che lega se stesso con le catene della libertà di Dio. Un santo è un miserabile che lava la sua sporcizia nella misericordia di Dio. Un santo è un paria della terra che costruisce in Dio la sua casa, la sua città e la sua patria. Un santo è un codardo che diventa audace e coraggioso facendosi scudo della potenza di Dio. Un santo è un pusillanime che cresce e ingigantisce con la magnificenza di Dio. Un santo è un ambizioso di tale statura da soddisfarsi soltanto possedendo razioni sempre più grandi di Dio... Un santo è un uomo che prende tutto da Dio: un ladro che ruba a Dio anche l'amore con cui può amarlo. 7月14日 AUGURIOAuguri a tutti di essere:
Abbastanza giovani
per essere sempre allegri. Abbastanza adulti
per fare le cose seriamente. Abbastanza forti
per non essere subito stanchi. Abbastanza saggi
per sapersi moderare. Abbastanza sereni
per riconoscere i propri limiti. Abbastanza impegnati
per cercare di superarli. Abbastanza spiritosi
per non prendersi troppo sul serio. Abbastanza generosi per prendere sul serio gli altri! |
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