Manola 的个人资料 VIAGGIO DENTRO AL CUORE...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


10月10日

AMO

(Antonio Pagano)
Piangendo Francesco
disse un giorno a Gesù:
"Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle;
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle.
O Signore,
mi devi perdonare,
perché te solo
io vorrei amare".
Sorridendo il Signore
gli rispose così:
"Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle;
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle.
O Francesco,
non devi pianger più,
perché io amo
ciò che ami tu".
9月5日

CONSOLAZIONE

(Bruno Ferrero,  40 storie nel deserto)
Una bambina torna dalla casa di una vicina alla quale era appena morta, in modo tragico la figlioletta di otto anni.
"Perché sei andata?", le domanda il padre.
"Per consolare la mamma".
"E che potevi fare, tu così piccola, per consolarla?".
"Le sono salita in grembo e ho pianto con lei".
Se accanto a te c'è qualcuno che soffre, piangi con lui. Se c'è qualcuno che è felice, ridi con lui.
L'amore vede e guarda, ode e ascolta. Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati.

6月10日

LO SGUARDO

(Michel Quoist)
Adesso Signore, sto per chiudere le mie palpebre,
perché i miei occhi questa sera hanno finito il loro lavoro,
e il mio sguardo sta per rientrare nella mia anima
dopo aver girato una giornata nel giardino degli uomini.
Grazie, Signore, per i miei occhi, finestre aperte sullo spazio.
Grazie per lo sguardo che trasporta la mia anima
come il raggio generoso conduce la luce e il calore del tuo sole.
Io ti prego nella notte, affinché domani, Signore,
quando aprirò i miei occhi al chiarore del mattino,
essi siano pronti a servire la mia anima e il suo Dio.
Fa' che i miei occhi siano chiari, Signore,
e che il mio sguardo limpido dia fame di purezza.
Fa' che non sia sguardo deluso, disilluso, disperato.
Ma che sappia ammirare, estasiarsi, contemplare.
Concedi ai miei occhi di sapersi chiudere per ritrovarti meglio,
ma senza che si distolgano mai dal mondo perché essi ne hanno paura.
Concedi al mio sguardo di essere profondo
per riconoscere nel mondo la tua presenza.
E fa' che mai i miei occhi si chiudano sulla miseria degli uomini.
Che il mio sguardo, Signore, sia pulito e saldo,
ma sappia intenerirsi e che i miei occhi siano capaci di piangere.
Fa' che il mio sguardo non sporchi colui che tocca.
Che non disturbi ma plachi.
Che non rattristi ma comunichi Gioia.
Che non seduca per tener prigioniero,
ma sia invitante e aiuti a superare se stessi.
Fa' che disturbi il peccatore affinché vi riconosca la tua luce,
ma che sia solo un rimprovero per incoraggiare.
Fa' che il mio sguardo sconvolga, perché è un incontro, l'incontro con Dio.
Che sia l'appello, lo squillo di tromba
che mobilita tutto il mondo sulla soglia di casa,
non a causa mia, Signore, ma perché Tu stai per passare.
Affinché il mio sguardo sia tutto questo, Signore,
una volta di più, questa sera, io ti offro la mia anima.
Ti offro il mio corpo.
Ti offro i miei occhi così che guardando gli uomini, miei fratelli,
sia tu a guardarli,
e che attraverso me Tu faccia loro un richiamo.
4月24日

LETTERA A MASSIMO, LADRO ZINGARO AMMAZZATO.


(don Tonino Bello)
A Molfetta, durante una tentata rapina un metronotte, per legittima difesa, sparò e uccise il ladro, uno zingaro. Il Vescovo, Monsignor Tonino Bello, saputa la notizia si recò al cimitero e rimase contristato dalla solitudine del morto: non c'era nessuno alle sue esequie e scrisse una lettera ad un uomo che non l'avrebbe mai letta, a Massimo, il ladro zingaro ammazzato.
Ho saputo per caso della tua morte violenta, da un ritaglio di giornale. Mi hanno detto che ti avrebbero seppellito stamattina, e sono venuto di buon'ora al cimitero a celebrare le esequie per te.
Ma non ho potuto pronunciare l'omelia. Perché alla mia messa non c'era nessuno. Solo don Carlo, il cappellano, che rispondeva alle orazioni. E il vento gelido che scuoteva le vetrate.
Sulla tua bara, neppure un fiore. Sul tuo corpo, neppure una lacrima. Sul tuo feretro, neppure un rintocco di campana.
Ho scelto il Vangelo di Luca, quello dei due malfattori crocifissi con Cristo, e durante la lettura mi è parso che la tua voce si sostituisse a quella del ladro pentito: «Gesù, ricordati di me!...».
Povero Massimo, ucciso sulla strada come un cane bastardo, a 22 anni, con una spregevole refurtiva tra le mani che è rotolata nel fango con te!
Povero randagio. Vedi: sei tanto povero, che posso chiamarti ladro tranquillamente, senza paura che qualcuno mi denunzi per vilipendio o rivendichi per te il diritto al buon nome.
Tu non avevi nessuno sulla terra che ti chiamasse fratello. Oggi, però, sono io che voglio rivolgerti, anche se ormai troppo tardi, questo dolcissimo nome.
Mio caro fratello ladro, sono letteralmente distrutto.
Ma non per la tua morte. Perché, stando ai parametri codificati della nostra ipocrisia sociale, forse te la meritavi. Hai sparato tu per primo sul metronotte, ferendolo gravemente. E lui si è difeso. E stamattina, quando sono andato a trovarlo in ospedale, mi ha detto piangendo che anche lui strappa la vita con i denti. E che, con quei quattro luridi soldi per i quali rischia ogni notte la pelle, deve mantenere dieci figli: il più grande quanto te, il più piccolo di un anno e mezzo.
No, non sono amareggiato per la tua morte violenta. Ma per la tua squallida vita.
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti aveva ingiustamente ucciso tutta la città. Questa città splendida e altera, generosa e contraddittoria. Che discrimina, che rifiuta, che non si scompone. Questa città dalla delega facile. Che pretende tutto dalle istituzioni. Che non si mobilita dalla base nel vedere tanta gente senza tetto, tanti giovani senza lavoro, tanti minori senza istruzione. Questa città che finge di ignorare la presenza, accanto a te che cadevi, di tre bambini che ti tenevano il sacco!
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti avevano ingiustamente ucciso le nostre comunità cristiane. Che, sì, sono venute a cercarti, ma non ti hanno saputo inseguire. Che ti hanno offerto del pane, ma non ti hanno dato accoglienza. Che organizzano soccorsi, ma senza amare abbastanza. Che portano pacchi, ma non cingono di tenerezza gli infelici come te. Che promuovono assistenza, ma non promuovono una nuova cultura di vita. Che celebrano belle liturgie, ma faticano a scorgere l'icona di Cristo nel cuore di ogni uomo. Anche in un cuore abbrutito e fosco come il tuo, che ha cessato di batter per sempre.
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, forse ti avevo ingiustamente ucciso anch'io che, l'altro giorno, quando c'era la neve e tu bussasti alla mia porta, avrei dovuto fare ben altro che mandarti via con diecimila miserabili lire e con uno scampolo di predica.
Perdonaci, Massimo.
Il ladro non sei solo tu. Siamo ladri anche noi perché prima ancora che della vita, ti abbiamo derubato della dignità di uomo.
Perdonaci per l'indifferenza con la quale ti abbiamo visto vivere, morire e seppellire.
Perdonaci se, ad appena otto giorni dall'inizio solenne del l'anno internazionale dei giovani, abbiamo fatto pagare a te, povero sventurato, il primo estratto conto della nostra retorica.
Addio, fratello ladro.
Domani verrò di nuovo al camposanto. E sulla tua fossa senza fiori, in segno di espiazione e di speranza, accenderò una lampada.
 
2月11日

ADDIO BAMBINA CARA...

 
 Ce l'hanno fatta.... il demonio  ha spiegato i suoi artigli ancora una volta, ma la Potenza di Dio è più forte... Eluana  vive nella Sua Gloria!
Ha smesso di respirare e chiuso gli occhi, Eluana. Per sempre. È successo ieri sera, nella clinica «La Quiete» di Udine, poco dopo le 20. E lei era sola. ........ Questo evento segna l'inizio di un qualcosa da cui non si torna più indietro. Che Dio li perdoni.... che ci perdoni tutti quanti.
2月9日

LA MORTE DELLA PARROCCHIA

 
 
(Bruno Ferrero, L'importante è la rosa)
 
Sui muri e sul giornale della città comparve uno strano annuncio funebre: «Con profondo dolore annunciamo la morte della parrocchia di Santa Eufrosia. I funerali avranno luogo domenica alle ore 11».
La domenica, naturalmente, la chiesa  di Santa Eufrosia era affollata come non mai. Non c'era più un solo posto libero, neanche in piedi. Davanti all'altare c'era il catafalco con una bara di legno scuro. Il parroco pronunciò un semplice discorso: «Non credo che la nostra parrocchia possa rianimarsi e risorgere, ma dal momento che siamo quasi tutti qui voglio fare un estremo tentativo. Vorrei che passaste tutti qui davanti alla bara, a dare un'ultima occhiata alla defunta. Sfilerete in fila indiana, uno alla volta e dopo aver guardato il cadavere uscirete dalla porta della sacrestia. Dopo, chi vorrà potrà rientrare dal portone per la Messa».
Il parroco aprì la cassa. Tutti si chiedevano: «Chi ci sarà mai dentro? Chi è veramente morto?». Cominciarono a sfilare lentamente. Ognuno si affacciava alla bara e guardava dentro, poi usciva dalla chiesa. Uscivano silenziosi, un po' confusi. Perché tutti coloro che volevano vedere il cadavere della parrocchia di Santa Eufrosia e guardavano nella bara, vedevano, in uno specchio appoggiato sul fondo della cassa, il proprio volto.
1月19日

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

 
Sono appena rientrata in casa dopo essere stata in chiesa, alla veglia per la settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani (18-25 gennaio). E' stato tutto molto bello e partecipato. Erano presenti le confessioni Cristiane Cattolica, Ortodossa ed Evangelica, nelle persone del nostro Arcivescovo Mons. Ecc. Italo Castellani per la Chiesa Cattolica, il Prof. Domenico Maselli per la Federazione Chiese Evangeliche in Italia di cui è presidente, e Padre Liviu Marina- Parroco della Parrocchia Ortodossa Rumena di Lucca. E' stato un incontro di preghiera iniziato nella Chiesa di Montuolo a due passi da casa mia e proseguirà mercoledì nella Chiesa Evangelica sita nella nostra città (Lucca..), poi si concluderà venerdì nella Chiesa Ortodossa sempre in centro città. Sicuramente non mancherò. Questa settimana è partita da uno sforzo unitario di Cristiani di varie parti del  mondo. In primo luogo si tratta dei Cristiani Coreani che offrono come spunto il versetto tratto dalla seconda grande visione del profeta Ezechiele (cf Ez 37,17)Oggi il mondo cerca unità sembra impossibile senza l'aiuto di Dio....Stiamo vivendo un'era di rincorse dietro alle chimere e a sogni irraggiungibili e... dimentichiamo che il terzo mondo si trova sopraffatto, senza sussistenza, senza mezzi di che vivere. Noi paesi industrializzati, ci serviamo delle maggiori risorse che il buon Dio ha messo a  disposizione di tutti, ... e non ascoltiamo il gemito di sofferenza di chi non ha un tozzo di pane.....
Dio non  vorrebbe divisioni, non vorrebbe disuguaglianza, non vorrebbe.... non vorrebbe..... non vorrebbe..... ma noi siamo capricciosi e disobbedienti.Che Dio ci perdoni..
1月10日

L'OMBRELLO ROSSO

 

Bruno Ferrero - A VOLTE BASTA UN RAGGIO DI SOLE

Lui era un giovane studioso e serio, lei una ragazza bella e saggia. E si amavano. Prima di partire per il servizio militare, lui volle farle un regalo. Un regalo che le ricordasse il suo amore. Doveva però fare il conto con le finanze, già messe a dura prova dai libri dell'Università.
Girò per negozi e grandi magazzini. Dopo mille «prendi e posa» si decise. Acquistò un enorme ombrello di un bel rosso vivo.
Sotto quel grande ombrello rosso i due ragazzi si diedero il primo addio, si scambiarono la promessa di amore eterno, decisero di sposarsi. Nella nuova casa, l'ombrello finì in uno sgabuzzino.
Passarono gli anni, arrivarono due figli, le preoccupazioni, qualche tensione di troppo, la noia, i silenzi troppo lunghi.
Una sera, seduti sul divano, lui e lei sbadigliavano davanti alla tv. Lei improvvisamente si alzò, corse nello sgabuzzino e dopo un po' tornò con l'ombrello rosso. Lo spalancò e una nuvoletta di polvere si sparse nell'aria. Poi si sedette sul divano con l'ombrello rosso spalancato. Dopo un lungo istante, lui si accoccolò accanto a lei sotto il grande ombrello. Si abbracciarono teneramente.
E ritrovarono tutti i sogni smarriti sotto la polvere dei giorni.

Un uomo e una donna si erano sposati dopo un lungo fidanzamento, avevano avuto quattro figli, i quattro figli erano cresciuti e a loro volta si erano sposati. La sera del matrimonio dell'ultima figlia, si ritrovarono nella loro casa Soli. Erano ridiventati una coppia.
Si sedettero uno davanti all'altra.
Lui guardò a lungo sua moglie.
E poi disse: «Ma chi diavolo sei, tu?».
Non dimenticate l'ombrello rosso.

 

1月9日

LA STORIA DI POLLICIONE

 
 
Mario, per gli amici Pollicione, prima di venire sulla terra, venne chiamato a rapporto dal Buon Dio, il quale gli presentò a grandi linee le cose che avrebbe dovuto fare nella vita terrena. Quando gli fu riferito che avrebbe dovuto comparire in televisione per una serie di telefilm, si oppose decisamente al progetto, perché era molto timido. Disse: "Non sono il tipo io, per fare queste cose; ci vuole una certa presenza, e poi, io mi emoziono facilmente; con tutti gli attori che ci sono, perché avete scelto proprio me?" "Okay, Mario", gli rispose il Buon Dio, "ti offro la possibilità di trovarti un sostituto, ad una condizione però: dovrà avere le impronte digitali dei pollici uguali e precise alle tue!".
Mario non si perse d'animo, girò e rigirò varie volte la storia presente, passata e futura per cercare un uomo che avesse i pollici uguali ai suoi. Scaduto il tempo stabilito per la ricerca, il Buon Dio chiamò a sé di nuovo Mario e gli disse: "Come potevi sperare di trovare una persona uguale a te? Sei stato creato in modo così originale che nemmeno le impronte dei tuoi pollici sono state copiate da un altro uomo! Ora va' sulla terra e porta a compimento quel progetto che solo tu puoi realizzare: la tua vocazione":
Mario accettò la lezione che il Buon Dio gli aveva dato e, anzi, fu così contento di non essere una copia, che una volta arrivato sulla terra, si mise a mostrare con un pizzico di orgoglio il segno della sua originalità, come a ricordare a tutti che nessun altro è uguale e noi e che quindi non possiamo tirarci indietro nel nostro progetto.
12月21日

AUGURI A TUTTI!

A TUTTI GLI AMICI; A QUELLI CHE MI VOGLIONO BENE, A bocca aperta A COLORO A CUI NON PIACCIO (SPERO NON CE NE SIANO......In lacrime ) AI GIOVANI,Ragazza AI MENO GIOVANI,Nota AGLI EUFORICI, Icona di MSN MessengerAI MALINCONICI, TristeAI NOSTALGICI,Assonnato AI SOLITARI,Isola con palmaA QUELLI CHE NON SI ACCONTENTANO MAI,Aeroplano A CHI HA TANTO,Pellicola di film  A CHI NON HA NULLA,Lumaca AGLI INNAMORATI,Cuore rosso E A QUELLI CHE SONO STATI ABBANDONATI,Cuore infranto AGLI INCREDULI.....Sorpresa BUON NATALE! CHE LA LUCE DI DIO SCENDA SU NOI TUTTI E CI GUIDI LUNGO LA GIUSTA VIA PER CANTARE UN GIORNO LA SUA GLORIA. A PRESTO AMICI VIRTUALI... MA TANTO CARI AL MIO CUORE.
MANOLA E... MARIO OVVIAMENTE!

LEGGENDE DI NATALE

 
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Le Campane di Natale

I pastori che si spostavano con i loro gregge,si affollarono a Betlemme per incontrare un  neonato ....un Re.Cuore rosso Un piccolo bimbo cieco sedeva sul ciglio della strada e sentendo gli angeli che annunciavano l'evento, implorò  i passanti di condurlo da Gesù Bambino. Ma tutti, che andavano di fretta lo ignoravano, nessuno; ma proprio nessuno, aveva tempo per lui!
Quando la gente fu passata e le strade ritrovarono il silenzio di sempre, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campanella da bestiame. Pensò: "Forse quella mucca è  proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!" .. Allora seguì il suono lieve e gentile della campanella sino alla stalla... La mucca aveva guidato il bimbo cieco fino alla mangiatoia dove giaceva il neonato Gesù.....Rosa rossa

12月10日

Il Figlio dell'uomo...sta per nascere.Alleluia!

Silent night..... shhhhh, la notte è silenziosa... tutto tace,  non si sente fruscio, persino il venticello si è calmato,gli animali   chinano il capo, gli uccelli nascondono la testolina sotto le ali, il passo dell'uomo si fa felpato...shhhhhhh, che la voce diventi sussurro,  che la mente si inebri, che le braccia si tendano, che il cuore si sciolga, che la lacrima  si faccia dolce.... attesa....dolce emozione, attesa di speranza, attesa d'amore, attesa di un Bimbo che presto nascerà...Rosa rossa
 

ABORTIRE O NO?

 
 
 
1*Una coppia, lui asmatico lei tubercolotica, hanno avuto 4 figli: il primo cieco, il secondo sordo, il terzo nato morto e il quarto ha ereditato la malattia del padre. La donna è di nuovo incinta. Consiglieresti l'aborto?
 
2*Un bianco stupra una ragazzina nera di13anni che resta incinta.Se tu fossi il padre le consiglieresti di interrompere la gravidanza?
 
3*Una ragazza rimane incinta. Ha già altri figli, il marito è in guerra e lei, ammalata, non ha molto da vivere. Le consiglieresti di sbarazzarsi del bimbo che porta in grembo?
 
4*Una coppia estremamente povera ha avuto 14 figli. Vivono nella fame. Incoraggeresti la donna ad abortire il suo 15° figlio?
 
5*Una ragazza di circa  15 anni resta incinta. Non è sposata e il padre del bambino non è il promesso sposo. Le diresti che è meglio abortire?
 
Se rispondi sì,avresti impedito che venisse al mondo:- nel !°caso, Ludwig van Beethoven,genio musicale del mondo; nel 2°Ethel Waters,famosa cantante nera di blues; nel 3° avresti ucciso papa Woityla. Non ha bisogno di commenti; nel 4°John Wesley,fondatore dei metodisti,un grande predicatore del Settecento.  Nel 5°caso, avresti impedito che venisse al mondo Gesù Cristo!.......-Rosa rossa
E voi che dite?
12月5日

DAL BLOG DI CLAUDIA

 
Sono andata a far visita a Claudia, sul suo blog ed ho trovato un articolo che mi ha fatto veramente riflettere. La mia -anzi NOSTRA- amica Claudia ha postato un articolo scritto da una suora a riguardo della SS. Messa..... . L'ho letto tutto d'un fiato e sono rimasta pensierosa per un bel pò.. Ho riflettuto e con gli occhi della mente ho cercato di rivivere le SS. Messe domenicali... Uno sguardo sui lettori, uno sui Ministranti nel Presbiterio, un'altro sui cantori, poi sui bambini che il nostro Don Fabio desidera stiano vicino a lui e... un orecchio ad un suono estraneo a tutto quello che stiamo facendo ed ascoltando... la melodia famosa di un gestore di telefonia mobile rompe la spiritualità che dovrebbe regnare sovrana sopra tutto.... Eppure è vero accade sempre.. anche durante i funerali... è accaduto qualche giorno fa... sembra strano ma la maleducazione non ha limiti! Una volta durante il Vangelo, un'altra durante l'Omelia.. Ma come si faceva unA VOLTA QUANDO C'ERA SOLO IL TELEFONO DEL POSTO PUBBLICO DEL PAESE? Eppure si viveva lo stesso. Forse meglio. Io ODIO l'uso indiscriminato del telefono! E' utile, ci vuole, son d'accordo, ma ODIO l'abuso di questo mezzo di comunicazione! Da noi fortunatamente, l'assemblea ha imparato a cantare, partecipa abbastanza alla celebrazione, abbiamo una Liturgia curata e sentita.... abbiamo molti bambini nel presbiterio insieme agli adulti.... e tutto è gioia e partecipazione verso  ciò che celebriamo. E' anche vero però che tutto non è venuto a caso; bensì per la costanza e gli innumerevoli insegnamenti del nostro Don.... Il venerdì sera ci prepariamo alla Liturgia festiva con una serata di Lectio Divina presso il Centro Parrocchiale.... Però sono convinta che ci sono comunque persone che partecipano alla SS. Messa per... "dovere".. quasi per "obbligo" per non sembrare dei senza Dio agli occhi degli "altri". Grazie Claudia, grazie amicaCuore rosso per questo post sul tuo blog, mi ha fatto riflettere veramente molto.
11月16日

SE SIAMO UN MONDO SENZA PACE.

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(Don Primo Mazzolari)
Se siamo un mondo senza pace, la colpa non è di questi o di quelli, ma di tutti. Se dopo venti secoli di Vangelo siamo un mondo senza pace, i cristiani devono avere la loro parte di colpa.
Tutti abbiamo peccato e veniamo ogni giorno peccando contro la pace. Se qualcuno osa tirarsi fuori dalla comune colpevolezza e farla cadere soltanto sugli avversari, egli pecca maggiormente, poiché, invelenendo gli animi, fa blocco e barriera col suo fariseismo.
Se la colpa di un mondo senza pace è di tutti, e dei cristiani in modo particolare, l'opera della pace non può essere che un'opera comune, nella quale i cristiani devono avere un compito precipuo, come precipua è la loro responsabilità.
Ogni sforzo verso la pace ha una sua validità: chiunque vi provi dev'essere guardato con fiducia e benevolenza. Il politico può far delle cernite, porre delle pregiudiziali: il cristiano mai. Il cristiano non può rifiutare che il male, per comporre universalmente ogni cosa buona.
La pace è un bene universale, indivisibile: dono e guadagno degli uomini di buona volontà.
La pace non s'impone ("Non ve la do come la dà il mondo"); la pace si offre ("Lascio a voi la pace"). Essa è il primo frutto di quel comandamento sempre "nuovo", che la germina e la custodisce: "Vi do un comandamento nuovo: amatevi l'un l'altro".
11月13日

MAESTRI SBAGLIATI

 
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Su di un quotidiano ho trovato un breve articolo inviato da un lettore, poche parole, che richiedono però una grande riflessione.... eccolo.
Pomeriggio, ha da poco smesso di piovere, così decido di fare una girata in bicicletta fiancheggiando il campo sportivo. Mi soffermo,vicino alla rete per dare un'occhiata: circa il 90% dei componenti della squadra, quindi compreso l'allenatore,riserve e accompagnatori, parla bestemmiando. Se quelli sono i maestri di vita dei nostri ragazzi, se quello è il nostro linguaggio, se quelli sono i nostri giochi, se quelle sono le nostre regole, ben venga la signora Gelmini a mettere ordine!Rosa rossa
 
10月30日

COPRENDO IL SOLE CON UNA MANO

 
 SOLE
 
(Paulo Coelho)
Un discepolo cercò il rabbino Nahman di Braslaw. "Non continuerò i miei studi dei Testi Sacri", disse. "Abito in una piccola casa con i miei fratelli e i genitori, e non trovo mai le condizioni ideali per concentrarmi su ciò che è importante".
Nahman indicò il sole e chiese al suo discepolo di mettersi la mano davanti al viso, in modo da occultarlo. Il discepolo lo fece. "La tua mano è piccola, eppure riesce a coprire completamente la forza, la luce e la maestosità dell'immenso sole. Nella stessa maniera, i piccoli problemi riescono a darti la scusa necessaria per non proseguire nella tua ricerca spirituale. Così come la mano può avere il potere di nascondere il sole, la mediocrità ha il potere di nascondere la luce interiore. Non incolpare gli altri per la tua incompetenza".
10月18日

LA DONNA E LA CIPOLLA

 
 CIPOLLE
F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov VII, 3)
 
Vedi, Aljòscecka, - scoppiò e ridere nervosamente Grùscegnka rivolgendosi a lui, - mi sono vantata con Rakìttka di aver dato una cipolla, ma con te non mi vanterò, a te parlerò con un'altra intenzione.
E' soltanto una leggenda, ma una bella leggenda, che ancora bambina ho sentito dalla mia Matrjòna, quella che adesso serve da me come cuoca. Senti com'è:
"C'era una volta una donna molto cattiva che morì, senza lasciarsi dietro nemmeno un'azione virtuosa. I diavoli l'afferrarono e la gettarono in un lago di fuoco. Ma il suo angelo custode era là e pensava: di quale suo azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio? Se ne ricordò una e disse a Dio: - Ha sradicato una cipolla nell'orto e l'ha data a una mendicante. E Dio gli rispose: - Prendi dunque quella stessa cipolla, tendila a lei nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta, e se tu la tirerai fuori del lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si strapperà, la donna rimanga dov'è ora. L'angelo corse della donna, le tese la cipolla: - Su, donna, le disse, attaccati e tieni. E si mise a tirarla cautamente, e l'aveva già quasi tirata fuori, ma gli altri peccatori che erano nel lago, quando videro che la traevano fuori, cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei, per essere anch'essi tirati fuori. Ma la donna era molto, molto cattiva e si mise a sparar calci contro di loro, dicendo: "E' me che  tira e non voi, la cipolla è mia e non vostra. Appena ebbe detto questo, la cipolla si strappò. E la donna cadde nel lago e brucia ancora. E l'angelo si mise a piangere e si allontanò"......In lacrime
9月26日

CONFIDARE

 
LO SPAZIO BIANCO 021
(Antonia Pozzi)
Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.
Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zàgara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie.
Ho tanta fede in te. Son quieta
come l'arabo avvolto nel barracano bianco,
che ascolta Dio maturargli
l'orzo intorno alla casa.
9月15日

MONS.ECC. ITALO CASTELLANI ARCIVESCOVO DI LUCCA NEL MESSAGGIO AUGURALE DI INIZIO ANNO SCOLASTICO 2008-2009

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A quanti operano nel mondo della scuola:studenti, docenti, famiglie, operatori scolasticiIn occasione dell’inizio di un nuovo anno scolastico mi rivolgo a quanti sono coinvolti in questo luogo formidabile che è la scuola – ragazzi, studenti, insegnanti, dirigenti, operatori e genitori – per formulare i miei auguri di buon lavoro.Ogni avventura al suo inizio porta sempre con sé attese, speranze e anche preoccupazioni, e questo è ancor più vero quando coinvolge le persone in un processo formativo.In questi tempi tutta la società e anche la Chiesa italiana prendono sempre più coscienza che  l’educazione non solo è una questione fondamentale e decisiva perché coinvolge tutte le dimensioni della persona, ma anche nuova, perché avviene in un contesto culturale sempre più articolato e plurale e, per certi aspetti, inedito. A tutti e a ciascuno, dunque, il mio apprezzamento nella consapevolezza che la persona è un mistero insondabile e che il rapporto educativo serve alla sua maturazione e alla sua libertà. In questospirito mi preme comunicarvi quanto avverto come importante nel riprendere l’avventura scolastica:

1. La centralità del soggetto in fase di apprendimento

Questa verità, evidente sul piano educativo, si delinea sia sul piano personale, sia su quello comunitario. Sul piano personale invoca percorsi formativi secondo le esigenze degli alunni in modo che ciascuno possa sviluppare abilità, attitudini e potenzialità che lo orientino nelle scelte della vita; ciò chiede alla scuola la capacità di promuovere un’educazione integrale della persona in tutte le sue dimensioni – corporeità, razionalità, volontà, affettività, spiritualità… - qualificando sempre più i processi di apprendimento che le sono congeniali. C’è poi la dimensione comunitaria, poiché l’educazione e l’istruzione sono diritti di ogni persona e vanno assicurati a tutti, in particolare a quanti sono diversamente abili e a quanti provengono da altre culture e Paesi.

2. La scuola come comunità educativa

Fare della scuola una comunità significa stabilire un luogo capace di promuovere delle esperienze dove tutte le professionalità e le responsabilità dei diversi soggetti (alunni, genitori, docenti  e operatori scolastici) siano in grado di elaborare insieme e di offrire una valida offerta formativa e un progetto educativo coerente e fondato sui valori richiamati dalla carta costituzionale: l’accoglienza, la ricerca del bene comune, la solidarietà, il dialogo tra le culture, l’impegno per la città e per il Paese con lo sguardo aperto al mondo. Un tale progetto non può essere attuato isolatamente, ma chiede di tener presenti altri ambienti educativi coinvolti nella crescita degli studenti e interagenti in una rete di alleanze che veda il concorso di insegnanti, famiglie, educatori. Nella consapevolezza di questa necessaria collaborazione tra tutte le comunità educanti, chiedo anche alle parrocchie di prestare attenzione al mondo della scuola; l’emergenza educativa infatti ci riguarda tutti. A conclusione di questo saluto permettete una parola particolare per ciascuno:

- a voi studenti per augurarvi di vivere l’anno che comincia come un’occasione importante per crescere in sapienza e umanità;

- a voi genitori perché possiate vivere le relazioni con la scuola – e se volete con la comunità ecclesiale – come aiuto a svolgere l’affascinante missione di primi educatori dei vostri figli;

- a voi dirigenti, docenti e collaboratori della scuola per incoraggiarvi affinché la vostra professionalità e la passione educativa siano a servizio della crescita integrale dei ragazzi.

Vi confermo la mia stima e rinnovo il mio augurio

+ Italo Castellani

arcivescovo di Lucca.