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5月31日 ESSERE CREDUTI..5月29日 PER I GENITORI
SU FAMIGLIA CRISTIANA,-ARTICOLO DI:FEDERICO POLVARA L’USO RESPONSABILE DEL CELLULARE
A ondate periodiche e sempre più ricorrenti, giornali e telegiornali denunciano allarmanti episodi di cyberbullismo, quelle forme di violenza, insulti o minacce riprese e amplificate a dismisura attraverso Internet e i telefonini. Si leva solitamente un gran clamore, accompagnato da dibattiti e autorevoli interventi, anche se si tratta di casi sporadici. La gravità di alcuni episodi consiglia di mantenere alta la guardia, ma è bene dare il giusto peso al fenomeno e, a volte, stemperare le tensioni con un po’ di ironia, come ha fatto Massimo Gramellini, dalle colonne della Stampa: «In realtà i ragazzi e le ragazze sono gli stessi di sempre, con la stessa voglia di stupire e di mostrarsi. È che noi alla loro età possedevamo una fionda, mentre loro si ritrovano fra le mani l’atomica. Computer, telecamere, telefonini: ordigni in grado di proiettare gli effetti di una bravata ben al di là dei propri occhi. Ma la tecnologia non si può abolire. E nemmeno le dodicenni esibizioniste e i dodicenni bulletti. Recuperando un po’ dell’autorevolezza perduta, si possono però educare le esibizioniste e i bulletti a usare meglio il telefonino e sé stessi». Un tentativo in questo senso è stato fatto da uno dei principali gestori di telefonia in Italia, Vodafone, che di recente ha realizzato una guida all’uso responsabile del cellulare, destinata a genitori e adulti interessati a proseguire un discorso educativo con i minori sul terreno delle nuove tecnologie. Un utilizzo responsabile presuppone, ad esempio, il rispetto delle regole sulla privacy. Non è consentito diffondere video o fotografie in modo sistematico (pubblicazione sul Web, invio a numerosi destinatari, diffusione a catena fra vari telefoni), senza il consenso dei soggetti ripresi. È bene sapere che la violazione della privacy è un reato che, nei casi più gravi, è punito fino a due anni di carcere. I genitori dovrebbero fare maggiore attenzione per la scelta di apparecchi adeguati all’età dei figli perché i contenuti scaricabili attraverso i cellulari di ultima generazione potrebbero non essere adatti a un pubblico adolescente; meglio informarsi, prima dell’acquisto, su eventuali modalità di blocco per alcuni tipi di contenuti. Un uso responsabile presuppone una propensione al risparmio, scegliendo i piani tariffari più vantaggiosi, informandosi sui costi e sulle norme che regolano certi servizi aggiuntivi a pagamento, che possono essere disattivati in qualsiasi momento attraverso il servizio assistenza del proprio gestore di telefonia mobile. È buona norma non diffondere il proprio numero telefonico, per evitare la ricezione di messaggi promozionali non richiesti (spam) o, addirittura, veri e propri tentativi di truffa. Infine un pensiero alla salute: non sono ad oggi emerse evidenze di possibile pericolo per danni indotti dalle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. Chi vuole può scegliere di diminuire la durata delle chiamate o utilizzare gli appositi auricolari per tenere il telefonino lontano dalla testa. Federico Polvara 5月28日 VESTITI PER POVERI(Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù)
Il parroco di una delle sterminate periferie di Parigi, incaricò un giorno la scrittrice Madeleine Delbrel, sua buona parrocchiana, di portare un pacco di vestiti ad una poverissima famiglia di non credenti. Madeleine prese il pacchetto e si recò all'indirizzo che le aveva dato il parroco. Salì i cinque piani del freddo casermone di cemento e consegnò il pacco alla donna dall'aria sciupata con un bambino accanto, che era venuta ad aprire la porta. La donna ringraziò e Madeleine riprese le scale. Era appena giunta a pianterreno che si sentì richiamare. Era la donna del quinto piano che urlava: «Vieni a riprenderti il tuo pacchetto! Sono degli stracci schifosi! Siamo poveri, ma non viviamo di rifiuti!». Madeleine risalì. Vide che la donna aveva ragione: il pacco conteneva biancheria sporca. C'era stato qualche errore. Si scusò e ridiscese, addolorata. Non sapeva che cosa fare. Passò davanti ad un negozio di fiori e vide un cesto di magnifiche rose rosse. Le comperò, ritornò sui suoi passi, incontrò il bambino della donna e gli diede i fiori, dicendogli: «Portali alla tua mamma». Quel bambino fu il primo battezzato del quartiere. 5月26日 UN SOLO PANE...UN SOLO CORPO (1 Cor.10,17)Signore Gesù, non è facile capire e gioire quando Tu indichi Te stesso con le parole: " Io sono il Pane Vivo, disceso dal cielo.... Questo è il Pane disceso dal cielo" (Gv 6,51.58). Il memoriale che ci hai lasciato con la tua Ultima Cena e con la tua Risurrezione è una grande realtà e noi ti ringraziamo perchè sei sempre presente in mezzo a noi. Benedici tutti quelli che si inginocchiano davanti a te, e quelli che credono di stare in piedi senza te!
5月25日 PREGHIERA PER GLI SPOSI(Madre Teresa di Calcutta)
Padre dei Cieli, ci hai dato un modello di vita nella Sacra Famiglia di Nazareth. Aiutaci, Padre d'amore, a fare della nostra famiglia un'altra Nazareth dove regnano l'amore, la pace e la gioia. Che possa essere profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante di gioia. Aiutaci a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia. Insegnaci a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestito di sofferenza. Che il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo. E aiutaci a svolgere santamente i nostri doveri familiari. Che possiamo amarci come Dio ama ciascuno di noi, sempre più ogni giorno, e perdonarci i nostri difetti come Tu perdoni i nostri peccati. Aiutaci, Padre d'amore, a prendere ogni cosa Tu dia e a dare quello che tu prendi con un grande sorriso. Cuore immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi. San Giuseppe, prega per noi. Santi Angeli Custodi, state sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen. 5月24日 SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO
Dalle «Opere» di san Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa
L'Unigenito Figlio di Dio, volendoci partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura e si fece uomo per far di noi, da uomini, déi. Tutto quello che assunse, lo valorizzò per la nostra salvezza. Offrì infatti a Dio Padre il suo corpo come vittima sull'altare della croce per la nostra riconciliazione. Sparse il suo sangue facendolo valere come prezzo e come lavacro, perché, redenti dalla umiliante schiavitù, fossimo purificati da tutti i peccati. Perché rimanesse in noi, infine, un costante ricordo di così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie del pane e del vino. Domattina nella nostra Parrocchia 17 bambini incontreranno per la prima volta Gesù...... 5月23日 PREGHIERA PER LE VOCAZIONI(Giovanni Paolo II, Messaggio Giornata Mondiale per le vocazioni 1987)
Signore Gesù, come un giorno hai chiamato i primi discepoli per farne pescatori di uomini, così continua a far risuonare anche oggi il Tuo dolce invito: "Vieni e seguimi"! Dona ai giovani e alle giovani la grazia di rispondere prontamente alla Tua voce! Sostieni nelle loro fatiche apostoliche i nostri Vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate. Dona perseveranza ai nostri seminaristi e a tutti coloro che stanno realizzando un ideale di vita totalmente consacrato al Tuo servizio. Risveglia nelle nostre comunità L'impegno missionario. Manda, Signore, operai nella Tua messe e non permettere che l'umanità si perda per mancanza di pastori, di missionari e di persone votate alla causa del Vangelo. Maria, Madre della Chiesa, modello di ogni vocazione, aiutaci a rispondere di "sì" al Signore che ci chiama per collaborare al disegno divino di salvezza. Amen. 5月22日 SANTA RITA DA CASCIALA VITA
Santa Rita nacque nel 1381 e morì il 22 maggio 1457. Queste due date tradizionali vennero accettate dal papa Leone XIII quando la proclamò Santa il 24 maggio 1900.
Rita, figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, nacque a Roccaporena ( circa 5 chilometri da Cascia ) e fu battezzata a Cascia con il nome di Margherita. I genitori erano pacieri di Cristo nelle lotte politiche e familiari fra guelfi e ghibellini; diedero il meglio di sè nell'educazione di Rita, insegnandole anche a leggere e scrivere. Verso i sedici anni Rita sposò Paolo di Ferdinando Mancini, giovane ben disposto, ma “risentito”; ben presto ebbe due figli maschi. Con una vita semplice, ricca di preghiera e di virtù, tutta dedita alla famiglia, ella aiutò il marito a convertirsi e a condurre una vita onesta e laboriosa. La sua esistenza di sposa e di mamma fu sconvolta dall'assassinio del marito, vittima dell'odio tra le fazioni. Rita riuscì ad essere coerente con il Vangelo, perdonando pienamente, come Gesù, chi le stava procurando tanto dolore. I figli, invece, influenzati dall'ambiente e dai parenti erano tentati dalla vendetta. La mamma, per evitare che si rovinassero umanamente e spiritualmente, chiese a Dio piuttosto la loro morte che saperli macchiati di sangue; entrambi morirono di malattia in giovane età. Rita, vedova e sola, pacificò gli animi e riconciliò le famiglie con la forza della preghiera e dell'amore; quindi potè entrare nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena a Cascia, ove visse per quarant'anni, servendo Dio ed il prossimo con una generosità gioiosa e attenta ai drammi del suo ambiente e della Chiesa del suo tempo. Negli ultimi quindici anni Rita ebbe sulla fronte la stigmata di una delle spine di Cristo, completando così nella sua carne i patimenti di Gesù. Fu venerata come santa subito dopo la sua morte come è attestato dal sarcofago ligneo e dal Codex Miraculorum, documenti che sono entrambi del 1457. Le sue ossa dal 18 maggio 1947 riposano nel Santuario nell'urna di argento di cristallo eseguita nel 1930. Recenti ricognizioni mediche hanno affermato che sulla fronte a sinistra vi sono tracce di una piaga ossea aperta ( osteomielite ). Il piede destro ha segni di una malattia sofferta negli ultimi anni, forse una sciatalgia, mentre la sua statura era di cm 157. Il viso e le mani ed i piedi sono mummificati, mentre sotto l'abito di suora agostiniana vi è l'intero scheletro.
L'APOSTOLATO DEI LAICIE' certo che accanto ai preti ci vogliono delle Priscilla e degli Aquila che vedano quello che il prete non vede, arrivino dove il prete non può arrivare, vadano da chi lo evita, evangelizzino, con un contatto benefico, una bontà che si riversi su tutti, un affetto sempre pronto a donarsi, un buon esempio che attiri quanti girano le spalle al prete e gli sono ostili. Essere apostoli con quali mezzi? Con quelli che Dio mette a sua disposizione. (...) I laici devono essere apostoli con tutti coloro che possono raggiungere: i vicini e gli amici anzitutto, ma non soltanto loro, perché la carità non ha confini, abbraccia tutti quelli che abbraccia il cuore di Gesù. Con quali mezzi? Con i migliori secondo quelli ai quali si rivolgono: con tutti quelli con cui sono in rapporto, senza eccezione, con la bontà, la tenerezza, l'affetto fraterno, l'esempio delle virtù, con l'umiltà e la dolcezza che sempre attraggono e sono così cristiane; con alcuni senza mai dir loro una parola su Dio e la religione, pazientando come pazienta Dio, essendo buoni come è buono Dio, mostrandosi loro fratelli e pregando; con altri, parlando di Dio nella misura in cui sono in grado di accettarlo e, appena hanno in mente di ricercare la verità con lo studio della religione, mettendoli in contatto con un prete scelto molto bene e capace di far loro del bene... soprattutto, bisogna vedere in ogni essere umano un fratello - "Voi siete tutti fratelli, voi avete un solo padre che è nei cieli". 5月20日 RESTA CON NOI(David Maria Turoldo)
Resta con noi, Signore, la sera, quando le ombre si mettono in via e scenderà sulle case la tenebra e sarà solo terrore e silenzio. Ognuno è solo davanti alla notte, solo di fronte alla sua solitudine, solo col suo passato e futuro: il cuore spoglio del tempo vissuto. Resta con noi, Signore, la sera, entra e cena con questi perduti fa' comunione con noi, Signore, senza di te ogni cuore è un deserto. Ora crediamo, tu sei il Vivente, sei il compagno del nostro cammino, ti conosciamo nel frangere il pane, tu dai il senso ad ogni esistenza. Ora corriamo di nuovo al cenacolo, gridando a tutti: "Abbiam visto il Signore!". Nuova facciamo insieme la chiesa di uomini liberi da ogni paura. A te, Gesù, o Risorto, ogni gloria: ora risorgi in ognuno di noi, perché chi vede te veda il Padre, l'eguale Spirito in tutta la terra. E DIO CREO' LA MAMMA(Bruno Ferrero, 40 Storie nel deserto) http://qumran2.net/
Il buon Dio aveva deciso di creare... la mamma. Ci si arrabattava intorno già da sei giorni, quand'ecco comparire un angelo che gli fa: "Questa qui te ne fa perdere di tempo, eh?". E Lui: "Sì, ma hai letto i requisiti dell'ordinazione? Dev'essere completamente lavabile, ma non di plastica... avere 180 parti mobili tutte sostituibili... funzionare a caffè e avanzi del giorno prima... avere un bacio capace di guarire tutto, da una sbucciatura ad una delusione d'amore... e sei paia di mani". L'angelo scosse la testa e ribatté incredulo: "Sei paia?!". "Il difficile non sono le mani ; disse il buon Dio ; ma le tre paia di occhi che una mamma deve avere". "Così tanti?". Dio annuì. "Un paio per vedere attraverso le porte chiuse quando domanda "che state combinando lì dentro, bambini?", anche se lo sa già; un altro paio dietro la testa, per vedere quello che non dovrebbe vedere, ma che deve sapere; un altro paio ancora per dire tacitamente al figlio che si è messo in un guaio "capisco e ti voglio bene lo stesso". "Signore; fece l'angelo sfiorandogli gentilmente un braccio; va' a dormire. Domani è un altro...". "Non posso; ripose il Signore; ho quasi finito ormai. Ne ho già una che guarisce da sola se è malata, che può lavorare 18 ore di seguito, preparare un pranzo per sei con mezzo chilo di carne tritata e che riesce a tenere sotto la doccia un bambino di nove anni". L'angelo girò lentamente intorno al modello di madre, esaminandolo con curiosità: "E' troppo tenera", disse poi con un sospiro. "Ma resistente; ribatté il Signore con foga; tu non hai idea di quello che può sopportare una mamma!". "Sa pensare?". "Non solo, ma sa anche fare un ottimo uso della ragione e venire a compromessi", ribatté il Creatore. A quel punto l'angelo si chinò sul modello della madre e le passò un dito su una guancia: "Qui c'è una perdita", dichiarò. "Non è una perdita; lo corresse il Signore; è una lacrima". "E a che serve?". "Esprime gioia, tristezza, delusione, dolore, solitudine, orgoglio". "Ma sei un genio!", esclamò l'angelo. Con sottile malinconia Dio aggiunse: "A dire il vero, non sono stato io a mettercela quella cosa lì..." 5月18日 SE IL MONDO VA MALE(Madre Teresa di Calcutta)
Un giornalista parlava con Madre Teresa di Calcutta: "Ma insomma... questa Chiesa va così male, non crede anche lei? Cosa possiamo fare per migliorarla?". E Madre Teresa: "Ah, guardi, semplicissimo: cominciamo da me e da lei!". 5月17日 SS. TRINITA'Un solo Dio in tre persone Questa rivelazione non viene semplicemente a soddisfare il nostro bisogno di conoscere Dio; riguarda direttamente il destino dell’uomo e della creazione. La salvezza, come comunione di amore di Dio e dell’uomo, riflette i caratteri dei due interlocutori che la costituiscono: Dio e uomo. Ora l’uomo non può essere compreso se non a partire da Dio: fatto ad immagine di Dio, è modellato sul Cristo, immagine perfetta di Dio (Col 1,15). Quindi le domande e le risposte su Dio sono d’importanza fondamentale per capire l’uomo. In concreto, la vita umana, da un punto di vista religioso, si sviluppa e si espande in proporzione alla «conoscenza» del mistero di Dio (Gv 17,3). Se l’uomo è destinato alla comunione con Dio Padre, è chiaro che la sua vita ha tanto più valore quanto più egli riesce a seguire il movimento di « scalata ai cieli » inaugurato dall’ascensione di Gesù (Gv 12,32), fino a sedere alla destra del Padre per vederlo a faccia a faccia. Il p. Faber ha scritto che ogni approfondimento dell’idea su Dio equivale a una nuova nascita. Il mistero dell’Amore Trinitario rivela qualcosa del mistero più profondo dell’uomo. Perché siamo come siamo, creature capaci di conoscere, amare, generare, non possiamo che esprimerci in termini umani, e andare tuttavia con il più profondo stupore all’ultimo perché: come mai è potuta nascere l’idea di «conoscere», «amare», «generare»? Non è potuta nascere. Essa è. Perché Dio è Amore. Il mistero di Dio non è un mistero di solitudine, ma di convivenza, di creatività, di conoscenza, di amore, di dare e ricevere, e perciò noi siamo come siamo. Nella nostra esistenza quotidiana, a volte grigia, a volte tragica, a volte molto complicata, nella quale dobbiamo badare a cento cose che ci urgono da ogni parte, la luce di Dio è l’amore. Verso questa luce dobbiamo orientarci se non vogliamo fallire il vero scopo della nostra esistenza. Noi vorremmo tanto poter dire: «Ecco Dio; Dio è così...». Ma non è possibile. Dio stesso esce dai quadri e dalle icone e si nasconde in chiunque ha bisogno di noi e dice: «Eccomi qui!». Si nasconde nei piccoli della terra e dice: «Cercatemi qui!». Chi vuol vivere con Dio non si trova davanti a una conclusione, ma sempre davanti a un inizio. Sempre nuovo come ogni nuovo giorno. TILLINA DEL NOSTRO CUORECon affetto dedichiamo queste foto- (la prima scattata da Mariè pochi minuti fa),- a tutti coloro che amano i gatti.
Questa è Tilla... o Tillina se preferite. Sta spesso con noi nello studio dove abbiamo i P.C. Ci tiene tanta dolce compagnia, capisce il suo nome quando la si chiama, è obbediente e ci ama molto. Ah,.. è una dei nostri 18 trovatelli. Una gattina "fantasia", che più "fantasia" non si può. (Non amiamo definirli, bastardini, meticci. ecc....)
Quanto abbiamo da imparare dagli animali....
NABOT POSSEDEVA UNA VIGNA(S. Ambrogio di Milano, De Nabuthae, 1.1)
"Nabot possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab di Samaria..." (1 Re 21). La storia di Nabot è antica per età, ma nel costume è quotidiana. Quale ricco, infatti, non desidera ogni giorno avidamente i beni altrui? Quale potente non pretende di cacciare via il povero dal suo piccolo podere e di togliere chi non ha mezzi dalla terra dei padri? Chi è mai contento di quello che ha? Quale ricco non sente accendersi l'animo dal desiderio di possedere i beni del vicino? Sicché di Acab non ne è nato uno solo; e ciò che è peggio, Acab nasce ogni giorno e non muore mai a questo mondo. Appena ne scompare uno, ne vengono fuori altri, in gran numero, e sono più quelli che rubano di quelli che accettano di rimetterci. Ma neppure Nabot è l'unico povero che sia stato ucciso; ogni giorno un Nabot è prostrato, ogni giorno un povero viene ucciso. Angosciata da questo timore la gente si ritira dalle sue terre e il povero, carico del suo pegno d'amore, emigra con i figli, mentre la moglie lo segue in lacrime, come se accompagnasse il marito al sepolcro. Fin dove volete arrivare, o ricchi, con le vostre assurde cupidigie? Pensate di rimanere soli ad abitare la terra? Perché scacciate chi è compartecipe ai beni della natura e rivendicate per voi soli il possesso dei beni naturali? La terra è stata creata come un bene comune per tutti, per i ricchi e per i poveri: perché voi ricchi vi arrogate il diritto di proprietà del suolo 5月16日 IL MESSAGGIO della Santa Casa di LoretoDal mensile "Il Messaggio" (giornale del Santuario di Loreto al quale siamo abbonati) , un articolo straordinario di Monsignor Giovanni Tonucci Arcivescovo di Loreto, in risposta ad una domanda che una lettrice ha posto in un precende numero de "Il Messaggio". Personalmente non ho in mente la domanda in questione e non ho più quel numero del mensile.... Possiamo solo immaginare la domanda della lettrice, dalla risposta di Mons. Arc. Tonucci... Vi prego di leggere attentamente... poichè c'è molto da imparare.
Mons. Arc. Tonucci aveva scritto:"Dio ha potuto fare quello che nessun altro può: si è scelto una Madre, anzi ha potuto modellarla nel modo migliore possibile: Il Divino Artista ha fatto di Maria la creatura più perfetta che si potesse pensare, quella che non avrà mai eguale nella storia dell'umanità."
Secondo un'interpretazione divertente, ma non irriverente, Dio avrebbe creato Eva perchè rimirando l'uomo appena fatto, si sarebbe detto: "Ma io posso fare qualcosa di meglio!" Questa è un'invenzione scherzosa, ma è vero che,secondo la narrazione del libro della Genesi, mentre Dio ha plasmato Adamo usando come materiale "la polvere del suolo" (2,7), per creare Eva ha utilizzato "la costola che aveva tolto all'uomo"(2,22). Un materiale quindi ben più nobile del primo.
Subito dopo il peccato dei nostri progenitori, Dio aveva abbozzato un progetto di salvezza, facendo intravedere una lontana figura di
donna, nemica del serpente, il cui seme ne avrebbe schiacciato la testa.(Gen.3,15).Molti secoli trascorsero prima che il piano di Dio potesse diventare realtà: all'inizio ci fu la chiamata di un uomo fedele- Abramo - che diventò il padre di una nuova nazione; poi il lungo cammino di liberazione del popolo eletto che, con Mosè, ricevette una sua identità e una sua legge; e poi con Davide, la fondazione di una dinastia, che sarebbe stata benedetta per sempre (2 Sam 7,29). Dio guidò il popolo di Israele attraverso un lento cammino di purificazione, che incontrò resistenze e ritardi, per i tanti tradimenti che ne punteggiarono la storia. Ogni tanto, però, apparvero persone più sensibili alla parola di Dio, e tra queste alcune donne, che ebbero il privilegio di partecipare alla storia della salvezza, anticipando la visione di quella "Donna" che attraverso il suo Figlio, sarebbe stata finalmente vincitrice del male. Pensiamo a Sara, a Rebecca, ad Anna, la madre di Samuele, e alla madre di Sansone: tutte addolorate per la loro sterilità e quindi madri per dono di Dio. Pensiamo a Rut, la straniera fedele, che entra nella famiglia di Davide e annuncia la chiamata di tutti i popoli alla salvezza. Pensiamo a Giuditta ed Ester, le due leggendarie eroine, che rischiano la vita per salvare l'intero Israele.
Nella "pienezza dei tempi",si era formato un resto minuscolo, un piccolissimo gruppo di persone scelte, finalmente pronte ad accogliere il Messia- Salvatore. Tra questi pochi, ci sono nomi che conosciamo bene: Elisabetta, Zaccaria, i genitori di Giovanni il Battista; il vecchio Simeone e la profetessa Anna; e quindi i genitori di Maria, i cui nomi ci sono trasmessi solo da antiche tradizioni: Gioacchino ed Anna. Maria fu scelta fin da prima del suo concepimento, per essere la madre purissima del Figlio di Dio, e fu per questo preservata da ogni contatto con il peccato. Ecco quindi che Dio, all'inizio di una nuova creazione, forma la nuova Eva. Possiamo pensare che in questo atto, così a lungo atteso e preparato, Egli abbia messo meno cura che nella formazione della prima donna, giustamente ammirata come capolavoro della creazione? Maria sarà proclamata la Figlia di Sion, la più bella tra le donne, la figlia perfetta del popolo di Israele. Non possiamo immaginarne la bellezza, che contempleremo solo in cielo. Ma sin da ora abbiamo la gioia di sapere che in essa, la piena grazia, Dio ha posto il meglio della sua capacità creativa, ed ha formato con attenzione amorosa la mamma più bella, quella che potesse essere degna di ricevere nel suo seno e di portare al petto il suo Figlio incarnato.
Siamo nel mese di maggio, quando la natura esplode in una nuova bellezza, dopo i rigori dell'inverno e gli inizi incerti della primavera. Nella tradizione Cristiana, questo mese è dedicato a Maria, ed è facile pensare che questa scelta sia stata fatta proprio per questa identificazione in Lei di santità e bellezza. Nelle litanie Lauretane, un'invocazione si rivolge a Maria, chiamandola "Rosa mistica".
E' un titolo bello e pieno di significato, perchè adopera l'immagine della rosa, un fiore che si distingue tra gli altri per la sua eleganza solenne e per il profumo, discreto ed inconfondibile. Così è Maria, bella al di là di ogni umana immaginazione e insieme ricca di quel profumo spirituale, dato dalla pienezza di Dio in lei, della cui fragranza di santità noi tutti ci arricchiamo.
E noi, Manola e Mario insieme a tutti i credenti non possiamo che aggiungere: "Rendiamo grazie a DIO."
UN ABBRACCIO A TUTTI GLI AMICIDa oggi ritorno a scrivere con più assiduità... sto bene e ringrazio Dio.
Ringrazio anche voi amici che mi avete inviato messaggi privati ai quali risponderò con immenso piacere.
Vi abbraccio, anche se solo virtualmente e ancora una volta devo dire che Egli mi ama veramente anche se non lo merito...
Se Egli non mi avesse "avvertito";
io oggi non saprei quello che so e che mi ha salvato la vita.
A presto COLESTEROLO AHIME'..
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