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日志


4月24日

LETTERA A MASSIMO, LADRO ZINGARO AMMAZZATO.


(don Tonino Bello)
A Molfetta, durante una tentata rapina un metronotte, per legittima difesa, sparò e uccise il ladro, uno zingaro. Il Vescovo, Monsignor Tonino Bello, saputa la notizia si recò al cimitero e rimase contristato dalla solitudine del morto: non c'era nessuno alle sue esequie e scrisse una lettera ad un uomo che non l'avrebbe mai letta, a Massimo, il ladro zingaro ammazzato.
Ho saputo per caso della tua morte violenta, da un ritaglio di giornale. Mi hanno detto che ti avrebbero seppellito stamattina, e sono venuto di buon'ora al cimitero a celebrare le esequie per te.
Ma non ho potuto pronunciare l'omelia. Perché alla mia messa non c'era nessuno. Solo don Carlo, il cappellano, che rispondeva alle orazioni. E il vento gelido che scuoteva le vetrate.
Sulla tua bara, neppure un fiore. Sul tuo corpo, neppure una lacrima. Sul tuo feretro, neppure un rintocco di campana.
Ho scelto il Vangelo di Luca, quello dei due malfattori crocifissi con Cristo, e durante la lettura mi è parso che la tua voce si sostituisse a quella del ladro pentito: «Gesù, ricordati di me!...».
Povero Massimo, ucciso sulla strada come un cane bastardo, a 22 anni, con una spregevole refurtiva tra le mani che è rotolata nel fango con te!
Povero randagio. Vedi: sei tanto povero, che posso chiamarti ladro tranquillamente, senza paura che qualcuno mi denunzi per vilipendio o rivendichi per te il diritto al buon nome.
Tu non avevi nessuno sulla terra che ti chiamasse fratello. Oggi, però, sono io che voglio rivolgerti, anche se ormai troppo tardi, questo dolcissimo nome.
Mio caro fratello ladro, sono letteralmente distrutto.
Ma non per la tua morte. Perché, stando ai parametri codificati della nostra ipocrisia sociale, forse te la meritavi. Hai sparato tu per primo sul metronotte, ferendolo gravemente. E lui si è difeso. E stamattina, quando sono andato a trovarlo in ospedale, mi ha detto piangendo che anche lui strappa la vita con i denti. E che, con quei quattro luridi soldi per i quali rischia ogni notte la pelle, deve mantenere dieci figli: il più grande quanto te, il più piccolo di un anno e mezzo.
No, non sono amareggiato per la tua morte violenta. Ma per la tua squallida vita.
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti aveva ingiustamente ucciso tutta la città. Questa città splendida e altera, generosa e contraddittoria. Che discrimina, che rifiuta, che non si scompone. Questa città dalla delega facile. Che pretende tutto dalle istituzioni. Che non si mobilita dalla base nel vedere tanta gente senza tetto, tanti giovani senza lavoro, tanti minori senza istruzione. Questa città che finge di ignorare la presenza, accanto a te che cadevi, di tre bambini che ti tenevano il sacco!
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti avevano ingiustamente ucciso le nostre comunità cristiane. Che, sì, sono venute a cercarti, ma non ti hanno saputo inseguire. Che ti hanno offerto del pane, ma non ti hanno dato accoglienza. Che organizzano soccorsi, ma senza amare abbastanza. Che portano pacchi, ma non cingono di tenerezza gli infelici come te. Che promuovono assistenza, ma non promuovono una nuova cultura di vita. Che celebrano belle liturgie, ma faticano a scorgere l'icona di Cristo nel cuore di ogni uomo. Anche in un cuore abbrutito e fosco come il tuo, che ha cessato di batter per sempre.
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, forse ti avevo ingiustamente ucciso anch'io che, l'altro giorno, quando c'era la neve e tu bussasti alla mia porta, avrei dovuto fare ben altro che mandarti via con diecimila miserabili lire e con uno scampolo di predica.
Perdonaci, Massimo.
Il ladro non sei solo tu. Siamo ladri anche noi perché prima ancora che della vita, ti abbiamo derubato della dignità di uomo.
Perdonaci per l'indifferenza con la quale ti abbiamo visto vivere, morire e seppellire.
Perdonaci se, ad appena otto giorni dall'inizio solenne del l'anno internazionale dei giovani, abbiamo fatto pagare a te, povero sventurato, il primo estratto conto della nostra retorica.
Addio, fratello ladro.
Domani verrò di nuovo al camposanto. E sulla tua fossa senza fiori, in segno di espiazione e di speranza, accenderò una lampada.
 
4月15日

TUTTO PARLA DI DIO

 
(S. Agostino)
Ho interrogato la terra e mi ha risposto:
"Non sono io il tuo Dio".
Tutto ciò che vive sulla sua superficie mi ha dato la medesima risposta.
Ho interrogato il mare e gli esseri che lo popolano e mi hanno risposto:
"Non siamo noi il tuo Dio, cerca più in alto".
Ho interrogato il cielo, il sole, la luna, le stelle:
"Neppure noi siamo il Dio che tu cerchi".
Allora ho detto a tutti gli esseri che io conosco attraverso i miei sensi:
"Parlatemi del mio Dio, dal momento che voi non lo siete, ditemi qualcosa di lui".
Ed essi hanno gridato con la loro voce possente:
"E' Lui che ci ha fatto!".
Per interrogarli, io dovevo solo contemplarli, e la loro bellezza era la loro risposta.
4月8日

SIETE LI'


(Madre Teresa, ai giovani durante un Congresso Eucaristico)

Oggi fra i giovani del mondo, Gesù vive la propria passione nei giovani sofferenti, affamati, handicappati... in quel bambino che mangia un pezzo di pane, briciola dopo briciola, perché sa che, quando quel tozzo di pane sarà finito, non ce ne sarà più e avrà di nuovo fame.
Ecco una stazione della Via Crucis. Siete lì con quel bambino?
E quelle migliaia che muoiono, non solo per un tozzo di pane, ma per un po' d'amore, di considerazione...
Ecco una stazione della Via Crucis. Siete lì?
E quando i giovani cadono, come Gesù è caduto più e più volte per noi, noi siamo lì come Simone il Cireneo, a risollevarli, a prendere su di noi la croce? I barboni, gli alcolizzati, i senzatetto vi guardano. Non siate come quelli che guardano senza vedere. Guardate e vedete.
Possiamo iniziare a percorrere la Via Crucis, passo dopo passo, con gioia.
Gesù si è fatto pane della vita per noi. Abbiamo Gesù, sotto forma di pane della vita a darci forza.
4月4日

NOTIZIA DALL'ARCIDIOCESI DI LUCCA

Le festività nella chiesa d'Oriente e d'Occidente
La domenica che precede la solennità della Pasqua è detta "delle palme" sia in Oriente che in Occidente e commemora l'entrata di Gesù in Gerusalemme. Nella tradizione di Costantinopoli la "grande e santa settimana" comincia con il sabato di Lazzaro di cui si ha eco anche nella liturgia domenicale. Il tropario ripetuto a tutti gli uffici dei due giorni si esprime così:
"Con sepolti con te nel battesimo, o Cristo Dio nostro, per la tua resurrezione siamo stati resi degni della vita immortale e inneggiando acclamiamo: Osanna nel più alto dei cieli, benedetto Colui che viene nel nome del Signore"
Incontri in S. Martino
Il Centro di Cultura della nostra Arcidiocesi propone per il quarto anno gli Incontri in S. Martino sul tema: Tradizione e futuro. Tali incontri culturali aperti al dialogo con la città, vogliono essere non solo un'opportunità di approfondimento per i credenti, ma anche una apertura con ogni uomo che cerca con cuore sincero.
Meeting di Formazione Creativestate
CREATIVESTATE è rivolto a Tutti coloro che operano in ambito educativo con Bambini, Ragazzi, e Giovani: Educatori, Animatori di Gruppi Giovani e Giovanissimi, Insegnanti, Capi Scout, Educatori di AC, Collaboratori della pastorale Giovanile, etc...