Manola 的个人资料 VIAGGIO DENTRO AL CUORE...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


3月31日

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

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Il Vangelo di lunedì 31 marzo
 
Vangelo Lc 1,26-38
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.


Dal vangelo secondo Luca  
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse:
«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 
Allora Maria disse all'angelo:
«Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».  E l'angelo partì da lei.  

3月30日

IL CRISTIANESIMO

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Paolo VI un giorno disse:
 
"Il Cristianesimo non è solo una ricchezza presente, è un tesoro di promesse, sorgente di speranza."Rosa rossa
 
 

IL VANGELO DI DOMENICA 30 MARZO 2008

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Vangelo  Gv 20, 19-31
Otto giorni dopo, venne Gesù.
 

Dal vangelo secondo Giovanni
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». 
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». 
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». 
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 

I PRETI E NOI

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Di Vittorino Andreoli, pubblicato dal quotidiano l'Avvenire
 
Inizia una riflessione sulla figura del prete: ma non in sé, quanto in rapporto a noi, in rapporto alla società in cui egli vive. Ovvio infatti che per parlare del sacerdote come tale, ci sono competenze e responsabilità precise. Noi invece vogliamo socializzare il discorso, includerci, considerare il profilo del sacerdote nei risvolti che ci riguardano. È il professor Andreoli stesso, grande studioso della psiche, e oggi acuto osservatore di fenomeni culturali, a precisare: «Non sono credente, ma voglio bene ai preti. Tutti devono voler loro bene. Sono figure importanti per tutti. E io voglio che siano felici». Questa è la chiave di interpretazione dell’iniziativa che oggi parte, e sulla quale ci auguriamo un confronto ampio.Di: VITTORINO ANDREOLIPubblicato sul QUOTIDIANO L'AVVENIRE
 
Riflettendo su quello che il Prof.Vittorino Andreoli ha scritto circa il suo "voler bene ai Preti"....io, Manù non posso che gioirne perchè mi sto rendendo conto che "forse ci stiamo  risvegliando" da quel "torpore" in cui eravamo caduti.... meno male che si alzano delle voci in difesa di chi ha rinunciato a farsi una "famiglia regolare" per mettersi alla guida di un'altra "famiglia ben più grande" ... Il popolo di Dio. Rispetto per chi dedica tutto se stesso a noi, amore per chi ci educa nella Fede. Comprensione per chi prega per noi, Collaborazione con chi lavora per il bene della comunità. Umiltà verso chi  rimette i nostri peccati in SUO nome. Riconoscenza per  chi educa i nostri figli  nell'amore di Dio.Gratitudine per chi ci ungerà in fronte al momento del "trapasso".Loro; i Preti, guardati male di questi tempi, con sospetto a volte, giudicati, a volte derisi ed umiliati. Preti rapiti e spesso uccisi . Tempi duri per coloro che hanno scelto di amarci.... Si fa un gran baccano, quando un cosiddetto "laico"viene rapito,(giustamente..) si mobilita il mondo, i mass media impazziscono, i capi di Stato, la Farnesina, i politici eccc... dispiegano i grandi mezzi... Come mai quando ad essere rapito è un uomo di chiesa, lo si sa dopo molto tempo dopo e a volte troppo tardi... a volte  mai.....Sicuramente qualcuno storcerà il naso per questo mio modo di esprimermi... ma io sono..."arrabbiata per questo stato di cose". Va anche detto peraltro che vi sono stati fatti discutibili;.. nessuno però è perfetto a questo mondo.Il bene ed il male regnano in ogni ambito e in tutte le genti. Rimane il fatto che i Preti hanno bisogno di noi, come noi di loro. Hanno bisogno della nostra vicinanza, del nostro aiuto e della nostra comprensione. Anche loro sono fatti di carne come noi e soggetti a sbagliare. Il nostro Arcivescovo, Mons. Italo Castellani,  nell'Omelia del Mercoledì delle Ceneri ha fatto riferimento al dialogo che il Prof Andreoli ha intrattenuto su "Avvenire", ha detto di averlo  apprezzato anche per il fatto che pur non essendo credente il Prof, ci invita ad amare i Preti..... e se lo dice il Prof.....
Manù.
3月28日

DUE ORECCHIE E UNA LINGUA

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(San Bernardino da Siena)
 
Dio ti ha dato due orecchie e una lingua, perché tu oda più che tu non parli.

VOI COME LA PENSATE? ITALIA FUTURO TERZO MONDO?

FAM CRISTIANA

DA: FAMIGLIA CRISTIANA

L’IMPOTENZA DEI POLITICI E LA POVERTÀ DELLE FAMIGLIE: EMERGENZA ITALIA

PAESE DA TERZO MONDO
CON TASSE SCANDINAVE


Sono tante le persone che vivono con gli scarti di mercato. E non più solo i cosiddetti "barboni". Cresce la povertà delle famiglie, complice l’impotenza dei politici, distratti dai tanti privilegi.

Trentacinque anni di contributi e 65 anni di età (60 per le donne): questi i requisiti per andare in pensione, validi per tutti gli italiani. Ma con qualche eccezione. Gianfranco Fini, con tanta ipocrisia (chi è immune scagli la prima pietra), ci ha proposto un interessante quiz: «Chi è quel pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro di pensione al mese?». La risposta: Walter Veltroni. Il leader del Pd (e "baby pensionato") incassa male e rilancia: «Basta con gli stipendi italiani più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte d’Europa».

Per capirci, diamo qualche cifra: quest’anno il pane è aumentato del 12,3 per cento, la pasta del 10; negli ultimi anni le tariffe del gas sono rincarate del 45 per cento, quelle elettriche del 20,8... e ci fermiamo qui, per carità di Patria. Si può far fronte a questi rincari con 500 euro mensili che tanti anziani percepiscono come pensione di vecchiaia (il 17 per cento)? Che i politici ("casta" avida di privilegi) non si vergognino è un grave insulto a chi vive raccattando gli avanzi al mercato. Non è demagogia.

La busta paga dei lavoratori italiani è tra le più basse in Europa. Ma i nostri parlamentari guadagnano il 70 per cento in più dei loro colleghi tedeschi e il 75 per cento in più di quelli inglesi. Ma il riferimento all’Europa vale solo per gli aumenti dei prezzi di treni, aerei e altri servizi pubblici?Di recente, il cardinale Bagnasco ha sintetizzato l’emergenza italiana con l’espressione: "il problema della spesa". Ma quale spesa? Non si riferiva certo a chi, al ristorante di Montecitorio, ordina un passato di verdura con crostini a 1,80 euro o involtini di manzo a 4,80 euro, il tutto annaffiato da buon vino a 3 euro la bottiglia. Ma quello del parlamentare, obietterà qualcuno, è un lavoro "precario"; e poi bisogna metterli nelle migliori condizioni per "servire" il Paese ("servire" o "servirsi" del Paese?).

Niente paura, per il "precariato" dei politici c’è un "ammortizzatore sociale": se l’onorevole non viene ricandidato o rieletto, lo attende una buonuscita (la chiamano "assegno di reinserimento nella vita sociale", sic! ). Così Mastella, per "reinserirsi" a Ceppaloni, prende un "modico" assegno di 300 mila euro (non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?).

La lista degli sprechi e dei privilegi è infinita. Valga per tutti una legge, votata nel 2006 (ovviamente e rigorosamente bipartisan), grazie alla quale i partiti si dividono ogni anno, e per cinque anni, 50 milioni di euro di rimborsi elettorali, anche quando la legislatura viene interrotta anticipatamente, come adesso. Ciò vuol dire che continueranno a percepire i soldi fino al 2011. Nel frattempo, con la nuova legislatura arriveranno altri 250 milioni di euro di finanziamento.

E non c’è da scandalizzarsi (soprattutto se guardiamo alla crescente povertà delle famiglie)? Il tutto, aggravato da una pressione fiscale intollerabile (ormai vicina al 50 per cento). Un vero paradosso: tasse scandinave e servizi da Terzo mondo.

Chi chiede sacrifici ai cittadini, non può non essere credibile e non dare per primo l’esempio, altrimenti è una presa in giro. «Dobbiamo uscire dall’individualismo», ricordava il cardinale Bagnasco, «dal pensare egoisticamente solo a sé stessi e alla propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri». Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini ecc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più "bene comune" e meno privilegi?

38 ANNI DI LAVORO... DURO LAVORO E 1OO3 € MENSILI... SECONDO VOI SONO UNA CIFRA GIUSTA RISPETTO A TUTTO QUESTO?!

 

 

 
 

LORETO spicchio di PARADISO

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Loreto per noi due è stata un'esperienza irripetibile. Abbiamo fatto da accompagnatori ai ragazzi della nostra Parrocchia per l'AGORA DEI GIOVANI a settembre 2007. In quel di Montorso insieme a Benedetto XVI, abbiamo ..... visto il Paradiso. Poi vi siamo tornati quasi due mesi dopo..... siamo stati anche nella Santa Casa, all'interno della Basilica e quì è accaduta una cosa che non ho il coraggio di dirvi..... per il momento.... non so se è vera... se è qualcosa di.... ma ancora siamo... sconcertati. Ci siamo confidati con alcuni Parroci e..... Ma questa è un'altra storia.
Manù
A Loreto Maria ti accoglie nella sua casa per farti rivivere la grazia di questo annuncio:
  • ti aiuta ad incontrare Gesù
  • ti aiuta a riconciliarti con Dio nella confessione;
  • ti aiuta a crescere come suo figlio Gesù
  • ti aiuta a riscoprire il valore della preghiera, del lavoro e dell'amore;
  • ti aiuta a specchiarti nella vita della Santa Famiglia di Nazaret perchè la tua famiglia diventi una famiglia cristiana e la tua casa un'altra Santa Casa!
3月27日

U.I.L.D.M. Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

 
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 La UILDM lancia la sua campagna di sensibilizzazione per il 5 per mille. Tutti i contribuenti possono versare il 5 per mille dell’IRPEF ad associazioni come la nostra al momento della dichiarazione annuale dei redditi, destinando alla nostra Associazione questa parte delle imposte che comunque deve all’Erario.
 
Anche noi, Manù e Mariè  facciamo parte di questa associazione,la U.I.L.D.M., in qualità di  tesserati e attivisti, nonchè amici di persone meravigliose colpite purtroppo da questa malattia devastante. Promuoviamo iniziative a scopo benefico e... aiutiamo per quello che è nelle nostre possibilità.
In sede di dichiarazione dei redditi, si può devolvere il 5 x 1000 ad un numero di C/C associato a questa Organizzazione Umanitaria.
A chi può interessare a giorni lo pubblicherò sul blog.
Grazie se anche solo avete voglia di visitare il nostro sito. L'indirizzo lo trovate in questo blog in "luoghi da visitare"
Manù

QUEL CATINO DI ACQUA SPORCA

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(don Giuseppe Salvioni)
Accanto al fonte della vita nuova, la Pasqua ci consegna anche un catino d'acqua sporca. ne ha fatto uso il maestro e nessuno ancora lo ha tolto dalla a tavola curandosi di svuotarlo. I discepoli intimoriti, tornando al cenacolo, si sono abbracciati attorno a questa icona del servizio lasciandola lì nel bel mezzo delle loro incerte discussioni.
Anche noi potremmo immaginare quel recipiente sul nostro altare tra le tovaglie ben stirate, i fiori freschi e il cero pasquale: è la memoria dell'ultimo gesto stravagante del nostro giovane Rabbi.
Quando mi domando come sia possibile far innamorare un giovane a Gesù Cristo mi viene in mente la reliquia del catino...
Quel catino è la freschezza di un uomo che quando è a tavola non ce lo si può trattenere seduto a lungo. L'ultima cena non si è risolta nell'ultima abbuffata: quell'Eucarestia ha nutrito i cuori ma non ha appesantito i corpi perché Gesù si è alzato per lavare i piedi come un servo. Il catino con l'acqua sporca ci invita chiaramente a metterci scomodi prendendoci cura degli altri senza indugiare alla "tavola delle lunghe discussioni", senza intrattenerci in quei festeggiamenti dello "stiamo bene tra noi" che odorano di tradimento.
Solo chi è scattante e sa alzarsi da tavola impara a lasciare il posto ad altri, ai più giovani perché è convinto che di pane ce n'è per tutti.
Quel catino è la scioltezza e l'equilibrio di mani allenate ad accarezzare. Ad uno ad uno tutti i piedi dei discepoli hanno provato il ristoro di quel tratto di cui solo l'artista che li ha plasmati è capace. Un corpo agile e disinvolto quello del maestro abituato a nutrire di intelligenza le sue parole ma anche di armoniosa sapienza i suoi movimenti.
Questo equilibrio ci vuole nel chinarsi e rialzarsi senza rovesciare a terra il contenuto di quella bacinella. Il catino con l'acqua sporca ci racconta di poche parole e di tanti piccoli gesti precisi e geniali... insomma un bene fatto bene senza le lentezze e gli appesantimenti delle abitudini. Solo chi è allenato alla scioltezza e alla fermezza dell'amore incondizionato impara ad accarezzare senza trattenere, a ristorare senza possedere... in una danza gioiosa fatta di genuflessioni e umili abbracci.
Quel catino è il coraggio di smascherare la propria bellezza. Sotto la crosta polverosa della sporcizia Gesù ha ridato vigore e candore ai piedi dei suoi messaggeri. Il Cristo ha confermato ad uno ad uno i suoi lavandone i piedi. Il catino con l'acqua sporca ci risveglia alla straordinaria potenza del perdono che non fa conto dell'inadeguatezza ma riporta il cuore allo splendore originario.
Solo chi guarda in faccia all'acqua sporca smette di giudicare e ritrova quel coraggio che non confonde. Solo chi vede il maestro piegato sui propri piedi non ha più dubbi.
La paura di sbagliare non è l'ultima parola, perché ciò che da bellezza è il perdono e l'accoglienza.
Spesso i ragazzi che crescono accanto a noi mettono a fuoco domande, slanci, dubbi, provocazioni... forse ci invitano ad essere una comunità di discepoli che va per il mondo col catino in mano.
 
 
3月26日

SANTA GEMMA GALGANI

 
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Santa Gemma Galgani, e scorcio delle mura che circondano la città
So che molte persone sono devote a Santa Gemma. Nata a Lucca, la mia città- quindi spero di fare cosa gradita a tutti ponendo sul blog alcune piccole immagini.
Manù
3月25日

LE TRE SORELLE

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(Gianni Capotorto)
 
C'erano una volta, e ci sono ancora, tre sorelle.
La prima stava sempre in chiesa a pregare. Per tutti. Perché, diceva, le preghiere non sono mai abbastanza.
In parrocchia era onnipresente; lei curava il catechismo e l'animazione liturgica. Se avesse potuto, forse avrebbe anche celebrato.
Sapeva trasmettere agli altri la sua incrollabile fiducia in Dio e nella sua bontà.
Non era mai triste o preoccupata. Sapeva che Lui avrebbe aggiustato ogni cosa.
La seconda invece era sempre in movimento. Aiutava gli altri, instancabile. Dovunque qualcuno soffriva lei era sempre lì per soccorrerlo. Aveva imparato a curare molte malattie. Ma spesso era la sua sola presenza operosa a guarire.
Anche lei andava in chiesa, ma si fermava solo per poco.
C'era tanto da fare e non voleva sottrarre tempo ai suoi poveri. Sentiva che quello era il suo modo per glorificare Dio, ponendosi al servizio delle creature più bisognose. E poi, comunque c'era sempre sua sorella a pregare per tutti.
La più piccola si chiamava Speranza. A volte si fermava con Fede a pregare, altre volte aiutava Carità nel suo giro. Ma spesso era triste e, di nascosto, piangeva.
Le sue sorelle servivano continuamente Dio. L'una con le preghiere, l'altra con le opere. Lei invece si sentiva inutile. Non aveva un ruolo preciso e credeva di non poter amare come loro.
Quel giorno davanti al portone della chiesa era seduto un uomo che piangeva, disperato.
Passò Fede e cercò di consolare la sua pena parlandogli della bontà divina. L'uomo entrò in chiesa e pregò a lungo insieme a lei. Ne usci rincuorato, ma in fondo al suo cuore la sua pena non era svanita.
Non aveva più niente, nessuno da amare. Si sentiva inutile.
Camminò a lungo, senza una meta, chiedendo a Dio di guidare i suoi stanchi passi, di mostrargli lo scopo della sua vita. Cadde stremato dalla fatica e dalla fame.
Passò Carità e lo raccolse, offrendogli un pasto caldo ed un posto per dormire.
Si addormentò subito, finalmente su un letto vero.
In sogno vide un sentiero ripido, tortuoso che portava verso la cima di un monte. Non riusciva a vederla, ma sentiva che emanava una forte luce, come se il sole si fosse divertito a nascondersi dietro al monte.
Tanti cercavano di percorrere il sentiero, ma solo pochi si spingevano fino alla cima. Alcuni si fermavano a metà strada, incerti se proseguire. Erano pieni di lividi per le tante cadute e spesso, sconsolati, si volgevano indietro.
Ai piedi del monte c'era Fede che indicava la cima ad alcune persone assorte in preghiera. Chiedevano la forza per salire.
L'uomo comprese chi c'era su quel monte.
Era seduto sul bordo della strada, chiedendosi se continuare quella scalata apparentemente impossibile.
Attorno a lui c'era tanta gente che piangeva e si lamentava. Alcuni erano a terra, ormai esausti, pieni di lividi, incapaci di proseguire il cammino.
E Carità era accanto a loro per curare le loro membra stanche.
L'uomo si guardò intorno. Sul sentiero adesso c'era solo un vecchio barcollante, incapace di stare in piedi. C'era anche una bambina che cercava di sorreggerlo, di aiutarlo. Piangeva perché il peso era troppo grande per lei.
Il suo compito era portarlo fino in cima. Si disperava, impotente.
L'uomo vide il suo sforzo sovrumano e provò ammirazione per quella bimba così testarda.
Istintivamente si alzò e corse per aiutarla.
Afferrò il vecchio sottobraccio e subito i suoi muscoli si gonfiarono per lo sforzo. Sembrava troppo pesante anche per lui, ma non si arrese.
Per la prima volta nella sua vita era felice di poter essere utile a qualcuno.
Riprovò a spingere, aiutato dalla piccola, e finalmente il vecchio si mosse. Lentamente cominciarono a salire. Passo dopo passo il peso sembrava diminuire. Quando raggiunsero la cima, l'uomo ormai esausto, si pose a sedere.
Il vecchio si voltò verso di lui, come per ringraziarlo.
Aveva il suo stesso volto, consumato dagli anni e dalla disperazione.
L'uomo provò un brivido di terrore, vedendosi come in uno specchio distorto.
Comprese subito l'arcano messaggio. Quel peso immane era la sua vita senza senso, i suoi peccati.
La bambina gli fece un cenno e scese di nuovo. La seguì; non era più stanco.
Al mattino la piccola Speranza svegliò l'uomo col suo dolce sorriso.
Lui la riconobbe subito e la prese per mano.
Anche lei aveva fatto quel sogno. Non si sentiva più inutile. Aveva capito.
Le sue sorelle indicavano la meta, aiutando chi si perdeva per strada.
Ma solo lei poteva salire.
Insieme, mano nella mano, andarono a cercare il senso delle loro vite.
Ai piedi del monte c'era tanta gente che aspettava e solo lei, solo loro potevano aiutarli ad arrivare in cima. E loro sapevano chi c'era su quel monte.
 
 
 

DESIDERI DI FRONTE A DIO

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 Il nostro amato Arcivescovo Mons. Italo Castellani
 
(Magdeleine Delbrel)
 
Non devi temere di metterti di fronte a Lui insieme con coloro che ami e con ciò che ami. E questo, non con il desiderio di "esaltarti", né di demolirti, bensì di "diventare quello che tu sei", quello che è "dovuto" a tutti. Penso anche che tu debba stare davanti a Dio con tutti i desideri comuni che hai in cuore e che - figurati - Lui stesso ha inventato.
 
 
3月23日

EGLI E' RISORTO, ALLELUIA!

 
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Dal vangelo secondo Matteo
Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 
Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 
Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E' risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto» . 
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli. 
Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi» . Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno» .  
 
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Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
3月22日

SABATO SANTO

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Credevo di essere allegra oggi.. ieri mio marito ed io ci siamo recati alla Verna.... un'esperienza spirituale che consiglio a tutti. (ovviamente chi può andare...)
Pare che in questi ultimi tempi una certa frenesia si sia impossessata di me, anzi di noi due; Manù e Mariè. Siamo alla ricerca del tempo perduto?
Credo di si... tempo perduto dietro al nulla, mentre il "Tutto" bussava, bussava, bussava e noi sordi, maledettamente sordi ed anche ciechi....
Quanti sordi ci sono ancora al mondo, quanti ciechi ci sono ancora....anche noi non "vediamo ancora del tutto" non riusciamo a vedere la bellezza di Dio. Anche noi eravamo così, e lo siamo ancora forse... Non cattivi; ma ciechi e sordi! Non che ora le nostre orecchie ed i nostri occhi si siano aperti  del tutto.... non ho questa presunzione, sono ancora tanti i passi che dovremo fare verso il Signore... e non ci basterà una vita. Ma una cosa è certa; lo amiamo... lo amiamo tanto... di quel bene disperato che si vuole quando si ritrova un affetto che si credeva perduto, dimenticato....  Mi sto  vergognando di me stessa, sto piangendo, ed un nodo mi serra la gola. Mi sento infelice come non mai, perchè? Vorrei essere ancora alla Verna, con i frati, in processione ... alla via Crucis, alla Passione del Signore.
Ad un certo punto cadevano dei fiocchi giganteschi di neve, il cielo era furioso, il vento sembrava dovesse tirar giù gli alberi. Si era levata una tormenta di neve, il vento fischiava e noi eravamo in processione. Un lungo corridoio con vetrate ci separava dalla tormenta, era tutto bianco fuori... Pensate che dall'ultima volta che vi eravamo andati; (il 21 ottobre 2007) non era più nevicato. Ieri 21 marzo le strade erano pulite, e fuori dalla Basilica e nei dintorni, non c'era un filo di neve.... nel pomeriggio durante la via Crucis si è levata la tormenta ed è nevicato..... il giorno della morte del Signore nostro Dio!  Ciao amici, la continuazione del nostro pellegrinaggio, ad un altro momento quando mi sentirò un pò meglio... Ma ho un grosso nodo alla gola. Vorrei congedarmi oggi, dicendo ai giovani una cosa importante: (anch'io sono stata giovane e di idee e di azioni lo sono ancora- anzi "lo siamo, insieme a Mariè"non siamo mica vecchi vecchi..), non lasciate da parte Dio. Nella scala gerarchica non lasciatelo in fondo.... quando avrete qualche anno in più, senno in più,starete male come me, vi mancherà, lo cercherete disperatamente, lo vedrete in ogni cosa, anche in un filo d'erba, tutto vi parlerà di Lui, allora aprirete gli occhi...e starete male, tanto male.
Stategli vicino sin da giovani, non lo relegate all'ultimo gradino della scala dei valori... vi mancherà un domani, vi mancherà tanto. Oggi pensate che la gioventù può tutto; ma tutto passa, ed in mano resterà solo un pugno di"NULLA" ed allora piangerete come me... piangerete tanto, sino a strozzarvi la gola... credetemi. In gioventù ci deve essere spazio per tutto. La salute della gioventù, la briosità, la gioia di vivere vi da la forza di poter fare tutto, ed allora fate anche che il vostro cuore non releghi Dio all'ultimo posto. Un domani, quando avrete qualche anno in più come noi, Egli prepotentemente busserà al vostro cuore e chiederà di entrare... però Vi chiederà anche come mai prima tenevate la porta sbarrata!
Ed allora si piange.... si piange... e si piange.
 
Manù

SULLA VIA DI SAN FRANCESCO

 
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La VERNA, paesaggio invernale
 
Siamo tornati.. da poco, stanchi, ma appagati e spiritualmente "sazi". Stiamo bene, siamo stanchi è vero.. Mariè si è infilato nel letto e ronfa che è un piacere. Sono stanca anch'io, bench'é non abbia mai guidato, ma dovevo fare una capatina sul blog...
Amici, come avrei voluto avervi li con noi.. Per noi è stato "sconvolgente" Abbiamo pianto senza ritegno, la Basilica affollata al punto che mi è venuto da dire: "ma... e poi dicono che il popolo di Dio sta scemando..... la gente non crede...o crede di meno..." può darsi, ma a vedere quello che ho visto oggi, non direi proprio.Siamo stati alla "VERNA" il luogo dove San Francesco di Assisi ricevette le stigmate, un luogo così carico di spiritualità che non puoi fare a meno di riflettere su te stesso..Siamo partiti alle 8 di mattina; da noi la Verna dista circa 150 km. Abbiamo impiegato molto tempo perchè abbandonata l'autostrada sono tutte stradine dove smarrirti è facile.Una volta  arrivati, siamo andati a vedere per l'ennesima volta dove S. Francesco era solito dormire... Siamo entrati nella chiesina di S. Maria degli Angeli... una specie di "porziuncola"... una chiesina attaccata alla Basilica e abbiamo pregato la nostra Madre Celeste, indi ci siamo spostati in Basilica ed abbiamo fatto l'ora di adorazione, alle 15 è iniziata "La Passione di Gesù" secondo il Vangelo di Giovanni.Amici... non ho parole stasera per descrivere quello che abbiamo provato, quindi rimando a domani il racconto, dico solo che siamo stati in preghiera 5 ore e mezza ... e arrivati alla fine Mariè ed io ci siamo guardati e ci siamo detti che il tempo era volato e che ci sembrava incredibile essere stati così tanto tempo senza rendercene conto. .. Sono tante lo cose che ho da dire... Al ritorno ci siamo trovati in una tormenta di neve. Quasi da paura... ma noi eravamo felici. Bellissimo! Prima di partire ci eravamo informati sulle condizioni meteo di quelle parti, ed ero quasi delusa quando ho saputo che alla Verna non nevicava... e visto che a me la neve piace moltissimo, mi è sembrato che il Signore abbia voluto farmi un regalo...
Alla prossima, cybernottambuli, che il Signore sia con voi e con noi e vegli sul vostro sonno. Vi ho ricordato nelle mie preghiere, spero che il Signore mi abbia ascoltato... io non merito mica molto dal Signore nostro Dio...
3月21日

VENERDI' SANTO..

TERZA  
 
Oggi dovremmo rivivere personalmente la sofferenza di Cristo per l'umanita' intera...
3月19日

FESTA DEL PAPA'

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Un papà , un buon papà, non deve angosciarsi davanti  alle difficoltà e chiedersi se sarà un buon papà..
Un buon padre è sempre disposto a rinunciare al tempo libero per stare con i figli..
Un buon padre non risponde mai "perchè no!"Oppure, "perchè te lo dico io"...
Un buon padre da una spiegazione ai suoi no! Ne da la motivazione, altrimenti i ragazzi non capiscono il perchè dei divieti
Un buon papà mantiene la parola data.
Nemmeno fa dei figli lo sfogo dei suoi problemi con gli scapaccioni...
Un buon papà non va in contraddizione con quello che dice la mamma a proposito dell'educazione, perlomeno mai davanti a loro...
Un buon papà non si vergogna a fare il "mammo"
Augurti, papino mio Luigi, da dove ti trovi proteggi questa tua figlia e i suoi cari... Ti amo tanto papà, mi manchi... tanto....
 
Padre Nostro che sei nei cieli.....
La tua , la vostra -Manù
 
 

MANGI IL PANE E NON TI TIENI IN PIEDI

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Di Mons. RAVASI 
              Sul quotidiano  AVVENIRE- 24 FEBBRAIO 2005
 
 
Mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi l'acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però l'amato è accanto a te, tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso d'argilla della tua esistenza incapace a sostenerla.
Queste due frasi delle Variazioni sul Cantico dei cantici (Interlogos 1994) del teologo greco-ortodosso Christos Yannaras illustrano in modo nitido la forza dell'amore vero. Tutto ciò che il giorno prima non aveva sapore, colore, profumo, dopo che ci si è innamorati, si trasforma e trasfigura. È come la superficie di un lago che in un giorno nuvoloso è simile a una lastra metallica grigia e che, col sole, si muta in una tavolozza di colori, rispecchiando l'azzurro del cielo e il verde delle sponde.
Se non si conosce l'amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare. È la scoperta di una pienezza che l'amato ti dona in modo unico, come cantava anche Rita Pavone in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c'è nessuno. Tu sei l'unico al mondo».
L'amore non è solo unicità, è anche tensione verso l'infinito: per questo non si può avere l'amore ma essere nell'amore; non è un possesso, ma una tensione vitale. Yannaras scriveva ancora: «Se esci dal tuo Io, sia pure per gli occhi belli di una zingara, sai cosa domandi a Dio e perché corri dietro a Lui».
In ogni amore genuino c'è lo slancio verso l'Amore infinito, totale, assoluto. È per questo che l'amore è grazia ed è definizione di Dio.
 
3月18日

DAMMI SOLO POCO

 
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(Rabindranath Tagore)
 
Dammi solo poco,
perché non dimentichi mai
di chiamarti il mio tutto.
Lasciami solo poco,
perché in ogni luogo
senta bisogno di te,
perché senza ritegni
possa tornare da te,
perché in ogni momento
possa offrirti il mio cuore.
Lasciami solo poco,
perché i tuoi doni
non ti nascondano mai;
dammi una sola catena
con cui possa legarmi
al tuo viso per sempre;
lascia che il tuo desiderio
inanelli la mia vita
e diventi catena per te.