Manola's profile VIAGGIO DENTRO AL CUORE...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 31 GLI ERRORI DEL CUORE(Paulo Coelho) Noi siamo abituati alla vecchia scusa: anche se conosciamo che il nostro cuore sa qual è la decisione migliore da prendere, non seguiamo mai ciò che dice - e, per giustificare la nostra vigliaccheria, ci convinciamo che era in errore.
Una bella storia di Gibran illustra fino a dove ci possono portare le limitazioni.
Disse l'Occhio: "Guardate che bella montagna abbiamo sul nostro orizzonte!". L'Orecchio tentò di udirla, ma non ci riuscì. Allora la Mano disse: "Sto cercando di sentirla, ma non la trovo". Fu la volta del Naso: "Non c'è nessuna montagna, perché non ne sento l'odore".
E tutti giunsero alla conclusione che l'Occhio era in errore.
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NON LO MERITO MA ANCORA UNA VOLTA.....Sono certa di non meritarlo, eppure ancora una volta sono..."rinata" EGLI mi ama a tal punto da avermi lasciato qui......
La paura è stata grande, pensavamo che il cuore mi avesse tradito, era la terza volta nel giro di due mesi appena....
Non ho mai avuto problemi del genere.... solo in questi ultimi tempi.
Pronto soccorso..... esami. ecg.... osservazione, permanenza in ospedale poi finalmente il ritorno a casa. Il cuore non c'entra. Ecg sotto sforzo.... niente.
Ecografia addome superiore.... calcolo di quasi 3 cm alla colecisti. Da controllare nel tempo, attenzione a quel che mangio,(finalmente dimagrirò),e... quando mi prenderanno le coliche (se mi ritorneranno..) calmanti e male che vada l'intervento.
Grazie mio Dio, ancora una volta hai avuto pietà di me.
Grazie perchè non è niente di irreparabile.
Grazie per aver ascoltato la mia supplica.
Grazie per avermi tenuta fra le tue braccia.
Grazie per avermi dato la forza.
Grazie per avermi dato il coraggio.
Grazie per avermi dato la calma con cui ho affrontato l'ultimo esame.
Grazie per le pene che mi dai, perchè sono niente in confronto a quello che hai sofferto anche per me.
Quando ero distesa sul lettino ed il medico mi esaminava l'addome con l'ecografo, mille pensieri mi turbinavano nella testa. Speravo con tutta me stessa che non trovasse nulla....
Però dicevo che per forza ci doveva essere qualcosa, se il cuore era escluso....
I sintomi erano quelli che in genere avverte chi sta per avere un attacco di cuore...
E se il cuore non era bisognava trovare che cos'era che mi faceva soffrire così...
Occhi chiusi... la mente ha cominciato a parlare con LUI...: "Padre, se è la mia ora sia fatta la tua volontà. Se devo lasciare il mio adorato marito, sia fatta la tua volontà.... però resterebbe solo, sai quanto siamo legati noi due... sai quanto amore ho ancora nel mio cuore.... vorrei esaurirlo prima di andarmene. Però, sia fatta la tua volontà....
Perdona i miei innumerevoli peccati. So di non meritare nemmeno di avvicinarmi a te... ma se tu vuoi...."
Ecco; io sono convinta che anche voi in quei momenti fareste la stessa cosa,- o sbaglio?-
Però, sia io che voi dovremmo pensare al Signore nostro Dio anche quando stiamo bene....
Grazie Padre per avermi fatta rinascere ancora una volta.
La tua Manù A COLORO CHE SOFFRONO NEL CORPO-----------------------------
(Tonino Bello, Pietre di scarto, ed. La Meridiana 1993) Carissimi, non scrivo per consolarvi. Anche perché so bene quanto fastidio vi diano le declamazioni di coloro che sentendosi sempre in dovere di spendere qualche parola con voi, ricorrono ai prontuari dei più indisponenti fraseggi. Non è di compatimento che avete bisogno. Prima di tutto, perché il compatimento è una spartizione fittizia del dolore. Poi, perché vi toglie la fierezza di rimaner soli sulla croce. E infine, perché rischia di fermarsi alla soglia delle parole. Al paraplegico che sta inchiodato su una sedia a rotelle, che sollievo può dare il sermone di circostanza fatto da chi magari, subito dopo, deve correre in palestra per una partita di basket? All'handicappato che ti interpella sui grandi perché della vita, e vuole rendersi conto delle ragioni misteriose che stanno all'origine della sfortuna, che conforto possono recare i luoghi comuni tratti dai repertori della compassione? A chi è ridotto all'impotenza da una malattia irreversibile o da un improvviso declino della salute, o da un fatale incidente sulla strada, e ti pone la scomoda domanda del «che ci sto a fare più sulla terra?», quale aiuto possono dare maldestre citazioni bibliche?
Davanti a chi soffre l'atteggiamento più giusto sembrerebbe il silenzio. Però anche il silenzio può essere frainteso o come segno di imbarazzo, o come tentativo di rimozione del problema. E allora tanto vale parlarne. Semmai con pudore, chiedendovi scusa per ogni parola di troppo. Dire che con il vostro dolore contribuite alla salvezza del mondo, può sembrarvi letteratura consolatoria. Ricorrere alle frasi fatte degli occhi che vedono bene solo attraverso le lacrime, può essere inteso come insulto gratuito, almeno come un ritrovato sterile della saggezza umana. Accennarvi che, in fondo, ognuno si porta dentro il suo carico di dolori e che, tutto sommato, non siete poi così soli come sempre, potrebbe accrescere il vostro sdegno. Aggiungere che un giorno sarete schiodati pure voi dalla croce, può apparire uno scampolo di quell'eloquenza mistificatoria che non convince nessuno. Ma dirvi che sulla croce un giorno ci è salito un uomo innocente, e che sul retro della croce c' è un posto vuoto dove un altro innocente è chiamato a fare compagnia ai rantoli di Cristo, appartiene al messaggio inquietante, e pur dolcissimo, che un Ministro della parola non può né accorciare, né mettere tra parentesi. Chiamalo, il tuo Signore: è un nome breve. Non può non sentirti: è inchiodato appena dietro di te. Forse un giorno quel posto sarà mio. O lo è già da adesso, ed è solo l'esemplarità del vostro martirio più grande che me ne rende agevole il tormento. Il mattino di Pasqua, nella corsa verso il sepolcro, voi sarete più veloci di tutti, e ci precederete come Giovanni. E forse vi fermerete sulla soglia, per farci vedere le bende per terra e il sudario piegato in disparte. È l'ultima carità che ci aspettiamo da voi. Un abbraccio. January 21 CI HA LASCIATO...Ci ha lasciati... se n'è andato ed io soffro molto.
In molti soffrono... oggi.....In molti hanno ricevuto moltissimo da lui.
Era nato per questo e questo ha fatto... Ha amato, aiutato, sofferto, gioito per noi.
Renzo, "Renzino" per me e mio marito, Don Renzo, Monsignor Renzo ci ha lasciati dopo una malattia dolorosissima.
Alcuni dicono:"era vecchio però"..... E' vero aveva 91 anni, ma era svelto, vivace, dinamico, con quegli occhi intelligenti , scrutatori, e buoni, che sprizzavano amore ove ogni dove guardasse.
E' morto un "PRETE" con la P maiuscola.... un prete che da solo valeva molto, molto, molto. A Natale, prima di andare a Bressanone siamo stati da lui, nella casa del Clero, (l'ospizio per i preti praticamente), e ne siamo usciti sconvolti. Nel suo lettino da una piazza, attaccato alla flebo, in quella piccolissima stanzetta, guardato e assistito amorevolmente dal personale, giaceva Don Renzo, il nostro padre spirituale. Colui che tanto bene ci ha fatto. Colui che ha raccolto i miei sfoghi e le mie lacrime, la mia disperazione a volte. Colui che mi diceva:"prega; dì un'Ave Maria quando devi dare una rispostaccia, Lei ti aiuterà" Mi diceva anche che non dovevo più ripensare al tempo che fu, con rammarico e pentimento di qualcosa fatto, o non fatto.....perchè il demonio gioisce quando siamo così tormentati. Diceva che il Signore è misericordioso ed è vicino ai peccatori; anzi,- E' PIU' VICINO AI PECCATORI-perchè chi non pecca ha meno bisogno di Lui, mentre chi pecca ha bisogno di aiuto.
Prega la Madonna del Buon Consiglio, Lei intercederà presso Suo Figlio, diceva Renzino.
Era comprensivo, era caritatevole, era UMILE, MOLTO umile......Forse fin troppo.
Era il Cappellano di un'associazione di non vedenti, riciclava gli occhiali rotti, vecchi , li mandava a riaparare e li inviava in Africa per coloro che non avevano i soldi per comprarsi occhiali per vedere......
Negli anno '60 formò una nuova Parrocchia e ne costruì la chiesa......
In tempo di guerra ha aiutato la gente.
Quando nacque nel lontano 1917, non fece in tempo a conoscere bene suo papà, che morì due mesi dopo la sua nascita...
Sapete cosa c'era scritto nel suo testamento spirituale letto oggi al suo funerale dal Vescovo?
Che finalmente nel Regno dei Cieli avrebbe visto per la prima volta suo papà... che finalmente lo avrebbe conosciuto.
La Cattedrale era piena zeppa di persone che lo hanno amato. Mio marito ed io ci siamo stretti nel dolore.... è andato via un pezzo di cuore.
Chi raccoglierà ora le nostre confessioni?
Chi ci dirà quelle belle e sincere parole?
Chi ci parlerà di Dio?
Lui sapeva farlo in modo speciale.
Spero che ci protegga dall'aldilà...
Ritornando alla visita prima di Natale, ricordo anche che pur non riconoscendoci appieno non faceva altro che fare il segno di Croce nell'aria a mò di benedizione con quelle povere mani scarne.
Parlava di Dio, pur soffrendo tanto, continuamente... come una litania struggente... diceva che dobbiamo trovare, avere, cercare la pace di Dio...... Senza la Sua pace, non siamo "Nulla".
Addio Renzino del nostro cuore..
Addio amico caro....
Addio Padre.....
Addio, uomo giusto....
Niente e nessuno potrà sostituirti.....
Il vuoto che hai lasciato è incolmabile.......
Prega per noi...
Stacci vicino....
Saluta i nostri cari..... di loro che li pensiamo sempre......
Addio MONSIGNORE.
La tua Manù e il tuo Mariè Addio Prete impagabile.... January 20 II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOda: Maranathà.it
Gesù toglie i peccati del mondo L’espressione «Agnello di Dio» (vangelo) evoca negli ascoltatori ebrei due immagini distinte, ma in fondo convergenti: l’immagine del Servo di Iahvè che appare «come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori » (Is 53,7), e l’immagine dell’agnello del sacrificio pasquale. Stando alla cronologia giovannea, Gesù fu messo a morte la vigilia della festa degli azzimi, vale a dire della Pasqua, nel pomeriggio, nell’ora stessa in cui, secondo le prescrizioni della legge si immolavano nel tempio gli agnelli. Dopo la morte non gli furono spezzate le gambe come agli altri condannati, ed in questo fatto l’evangelista vede la realizzazione di una prescrizione rituale concernente l’agnello pasquale (Gv 19,36; cf Es 12,46). In altre parole Gesù, il Cristo, è l’agnello della Nuova Pasqua che, con la sua morte, inaugura e suggella la liberazione del popolo di Dio. In questa luce va letta la prima lettura, che parla della missione del Servo di Iahvè. Molto presto la Chiesa primitiva ritroverà in Cristo i lineamenti di questo profeta descritto dal Secondo-Isaia. Il testo è un brano del secondo dei quattro carmi di Isaia che parlano del «Servo di Iahvè».
L’uomo moderno sembra davvero convinto di essere padrone del suo destino. Oggi c’è un nuovo modo di porre e di vivere il problema della salvezza. Ambiguità e squilibri del nostro mondo
LA BILANCIA(Racconto breve di Kociss Fava)
Sognai che non ero più. Avendo concluso i miei giorni su questa terra, mi trovavo tra le soffici nubi del cielo. Appena gli occhi si furono abituati alla luce accecante e bianchissima, vidi una lunga fila di persone davanti a me. Me l'aspettavo: tutti in coda, anche in attesa del giudizio!
Man mano che avanzavo, cominciai a intravedere una figura barbuta. L'espressione era mite, eppure le rughe che solcavano l'ampia fronte, gli conferivano un aspetto autoritario. Appese alla candida tunica un mazzo di grosse chiavi dorate; in mano reggeva una bilancia. Allora era tutto vero! Per ogni anima che gli si presentava davanti, vidi che annotava qualcosa su una pergamena. In breve fu quasi il mio turno. Deciso a non farmi cogliere impreparato, ripercorsi la mia vita, da cima a fondo ricordando tutte le colpe commesse, perfino le più insignificanti marachelle compiute da bambino. Toccò a me: timidamente mi avvicinai, mentre il giudice protendeva la bilancia nella mia direzione. Stavo per cominciare il resoconto dei miei peccati, ma quale enorme sorpresa mi colse, quando lo sentii chiedere: "Figliolo, quanto hai amato?". January 18 PREGHIERA DEGLI ASINIDacci, Signore, di mantenere i piedi sulla terra, e le orecchie drizzate verso il cielo, per non perdere nulla della tua Parola. Dacci, Signore, una schiena coraggiosa, per sopportare gli esseri umani più insopportabili. Dacci, Signore, di camminare diritti, disprezzando le carezze adulatorie e schivando le frustate. Dacci, Signore, di essere sordi alle ingiurie, all'ingratitudine, è la sola sordità cui aspiriamo. Non ti chiediamo di evitare tutte le sciocchezze, perché un asino farà sempre delle asinerie... Dacci semplicemente, Signore, di non disperare mai della tua misericordia così gratuita per quegli asini cosi disgraziati che siamo, a quanto dicono quei poveri esseri umani, i quali però non hanno capito nulla né degli asini, né di Te, che sei fuggito in Egitto con uno dei nostri fratelli, e che hai fatto il tuo ingresso profetico a Gerusalemme, sulla schiena di uno di noi. LA VISITA NEGATAIl rappresentante degli studenti: «Il nostro dispiacere è sentito e profondo»
Il «grazie» della Sapienza a Benedetto XVI Un lungo applauso dopo la lettura dell’intervento del Papa. L’entusiasmo dei giovani DA ROMA DANILO PAOLINI « Viva il Papa». Quel grido che si leva più volte nell’Aula magna dell’università di Roma 'La Sapienza', quasi coperto dal fragore dall’applauso in piedi di tutti i presenti, è qualcosa di più dell’apprezzamento sincero per l’intervento di Benedetto XVI, letto in chiusura della cerimonia di inaugurazione del 705° Anno accademico. Suona infatti come un «grazie » a chi, per evitare situazioni spiacevoli e ulteriori affronti al prestigio dell’ateneo, ha deciso di declinare l’invito. Un «grazie» per avere tenuto «alta la discussione» – come sempre dovrebbe essere in un’università, ha detto nella sua relazione il rettore Renato Guarini – strappandola al terreno misero dei «veti ideologici» posti da chi ha fatto sì che il Pontefice non ci fosse. Perciò, al termine di una giornata tesa e intensa, Guarini ha fatto sapere che presto inviterà di nuovo il Papa alla Sapienza: «Non c’è anco- ra un’occasione precisa per invitare Sua Santità – ha detto – ma individueremo un evento importante entro quest’anno, interpretando il desiderio della maggioranza della comunità accademica». Lo conferma quanto emerso nel corso dell’inaugurazione di ieri e la calorosa accoglienza, con standing ovation, tributata all’allocuzione di Benedetto XVI, letta dal pro-rettore Piero Marietti. «È positivo che sia stata fatta chiarezza, si è visto che chi è stato causa di quello che è successo non è che una minoranza isolata che vuole destabilizzare l’università », ha sottolineato ancora il rettore. Resta tuttavia la «grande amarezza » per il cambiamento del programma, ha ammesso nella sua relazione inaugurale lo stesso Guarini, causato dal «profilarsi di possibili manifestazioni d’intolleranza, che vanno accuratamente distinte dall’espressione di un legittimo dissenso, seppur minoritario». L’apertura dell’anno accademico era dedicata alla prospettiva di bandire definitivamente la pena di morte dal mondo intero, come lascia sperare la moratoria approvata dalle Nazioni Unite. E se ne è parlato, a cominciare dalla lectio magistralis del professor Mario Caravale, intitolata «Pena senza morte». Ma la gravità dei fatti dei giorni scorsi ha spostato l’attenzione sulla libertà di parola e di opinione, un diritto conculcato nell’Italia del 2008 in nome di un singolare concetto di «laicità», come hanno osservato nei loro interventi sia il sindaco di Roma Walter Veltroni sia il ministro dell’Università Fabio Mussi. E come ha messo in evidenza una quarantina di studenti cattolici che hanno assistito alla cerimonia imbavagliati, mostrando all’inizio la scritta: «Libertà in università: e pur si muove», con chiaro riferimento alla vicenda storica di Galileo Galilei, utilizzata strumentalmente per attaccare papa Ratzinger. Secondo Veltroni «qualcosa si è rotto, è avvenuta una cosa inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione». In questa settimana – ha proseguito il sindaco – «non abbiamo respirato più libertà. Ne abbiamo avuta meno. Non si è affermato, non è più forte di ieri, il principio della laicità», che «vuol dire innanzitutto rifiuto di ogni intolleranza, assenza di pregiudizio, rispetto delle posizioni dell’altro, accoglimento delle verità che esse possono contenere». E a maggior ragione in un’università degli studi – ha osservato Veltroni – «mai può accadere, per nessun motivo, che a un’opinione non sia concesso di essere espressa o ascoltata. In nessun caso. Men che meno quando si tratta di temi che hanno a che fare con i diritti universali dell’uomo e quando a esprimere tale opinione è una figura che per milioni e milioni di persone, in tutto il mondo, rappresenta un altissimo e imprescindibile riferimento spirituale, culturale, morale». Anche il ministro Mussi, da «non credente», ha confessato di «non capire » perché papa Benedetto XVI non abbia potuto pronunciare di persona il suo discorso. Il veto è incomprensibile – ha rilevato – proprio perché «l’università è laica: cioè libera, tollerante, aperta. Se c’è un luogo in cui la regola è la parola, la parola di tutti, questa è la Universitas, una delle più antiche istituzioni civili». Un luogo dove non esistono «territori inaccessibili alla critica » e dove perciò «non è un attentato al principio di laicità il fatto che il Papa possa prendere la parola». E dire che «la stragrande maggioranza degli studenti, laici e cattolici » avrebbe voluto ascoltare la sua voce – ha affermato il rappresentante degli studenti Gianluca Senatore – e avvertono un «dispiacere sentito e profondo» per il fatto che Benedetto XVI non sia potuto venire. «Il Papa non è presente anche a causa di una campagna di disinformazione portata avanti da pochi ma influenti organi di stampa – ha denunciato il giovane, che si è definito «laico» – che tutti quelli che hanno partecipato direttamente agli avvenimenti degli scorsi giorni hanno il dovere di smascherare». Il rettore Guarini: «Presto lo inviteremo di nuovo, come desidera la maggioranza della comunità accademica» Veltroni: «La libertà di parola è stata oppressa in nome di una laicità ben singolare» Duro il sindaco: «Qualcosa si è rotto, è avvenuta una cosa inaccettabile per un Paese democratico» Il ministro Mussi: «Parlo da non credente ma non capisco, veto incomprensibile» DOVE DUE O PIU'.....L'ora è tarda, mi sono soffermata a cambiare "veste" al blog.. ho fatto mille cambiamenti per renderlo almeno decente.
E' anche un modo per scaricare tutte le mie apprensioni giornaliere e per riflettere un poco. Poi.... inevitabilmente il pensiero va a "LUI". EGLI è sempre presente qualunque cosa io faccia.... Anche questo blog non è nato perchè io non abbia nulla da fare... anzi! Le mie giornate dovrebbero essere di 48 ore. E' nato come... diario, come ..amico...come confidente ed invece sta diventando molto di più, per me ed anche altre persone. Questa sera sono felice in modo particolare, mi sento in pace con il mondo intero..gioisco per quello che mi frulla per la mente... vorrei avere più tempo per scrivere quello che ho dentro, ma è tardi, il mio amore dorme e se si sveglia e mi vede ancora quì, mi prende per pazza.... Buonanotte amici virtuali, buonanotte mondo, buonanotte Padre nostro, veglia sul mio ed il suo sonno,fammi avere un buon risveglio. Veglia, ti prego sui bambini, sugli anziani, sugli indifesi, sui poveri che dormono all'addiaccio, distendi il tuo braccio misericordioso e fagli fare sogni dorati. Ti amo immensamente.
La tua Manù January 17 IL DISCORSO MAI PRONUNCIATO!
Il discorso che il Papa avrebbe pronunciato durante la visita all'Università La SapienzaMagnifico Rettore, Autorità politiche e civili, Illustri docenti e personale tecnico amministrativo, cari giovani studenti!
PAPA BENEDETTO XVIUn saggio diceva: "Non dite che siamo pochi, o che l'impegno è troppo grande per noi. Forse, due o tre ciuffi di nubi sono pochi in un angolo di cielo d'estate? In un momento si stendono ovunque... arrivano i lampi, scoppiano i tuoni e piove su tutto. Non dite che siamo pochi. Bastano anche pochi per cambiare tante cose". January 16 I DUE VASI
Da un caro amico: Cola Daniele Un'anziana donna aveva due grandi vasi, Ho trovato questo scritto nella rete e ho pensato di riportarlo sul tuo blog… E’ molto profondo (nella sua semplicità) secondo me… Daniele PIOGGIA....NEL CUOREPensieri piccoli..... o pensieri grandi? Bah, dipende da come li si vedono; oppure da come ci si sente. Ed io oggi mi sento triste.
Analizzo questo mio stato d'animo.... "caduta" della serotonina? Il neurotrasmettitore (si chiama così?) che stabilizza l'umore, è... caduto molto in basso..hahaha e si è rotto!
Il fatto è che mi vedo e mi "sento" circondata da influenze e presenze negative
Credo proprio che dovrò continuare - mio malgrado- nella "cernita" di già intrapresa,anche se ciò mi procurerà dolore,poichè io desideravo intorno a me
Mi pare di commettere un grande peccato ad avere pensieri simili e per questo chiedo perdono a Dio, ma lo scongiuro anche di aiutarmi a trovare una via d'uscita ,senza la quale sicuramente andrei incontro a problemi della mia sfera psichica...
Padre mio, aiutami tu... VI FARO' DIVENTARE PESCATORI DI UOMINILa parola "proselitismo" oggi fa un poco di..paura. Gli uomini non sono pesci da irretire, ma esseri liberi da rispettare ed amare.
I santi hanno conquistato a Cristo l'umanità con la semplice convinzione dell'amore. Facciamo vedere la speranza che è in noi. Sappiamo che si conuista più amici con una "goccia di miele" che con un "barile di aceto": Potremo fare tanti "amici", se saremo noi proseliti di Gesù: solo Lui è il "miele" e il vero sale saporito della terra. January 15 IL GRAZIE-----------------------------
(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole) Un'insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.
L'insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile. Ma la mano di chi? La classe rimase affascinata dall'immagine astratta. "Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare" disse un bambino. "Un contadino" disse un altro, "perché alleva i polli e le patatine fritte". Mentre gli altri erano al lavoro, l'insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. "E' la tua mano, maestra" mormorò il bambino. Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all'uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto. Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?
Dovremmo imparare ad osservare i "comandamenti della casalinga": "Se ci dormi sopra... rimettilo in ordine. Se lo indossi... appendilo. Se finisci di mangiare... mettilo nel lavandino. Se ci cammini sopra... sbattilo. Se lo apri... chiudilo. Se lo svuoti... riempilo. Se suona... rispondi. Se miagola... dagli da mangiare. Se piange... amalo". January 14 LA CORRUZIONE(Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù)
Un capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile. Un giorno ricevette l'ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere. Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare alle spese.
I lavori cominciarono ben presto. Ma, approfittando di questa cieca fiducia, il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso, e di intascare così la somma risparmiata. Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al Presidente della società la chiave d'entrata. Il Presidente gliela restituì sorridendo e disse, stringendogli la mano: «Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza». Questi tuoi giorni sono i mattoni della tua casa futura... January 12 Mah!!Mah.... che serata, è più facile fare il fachiro come questo signore che parlare con le persone a volte.... Ma che dico parlare.... Appena apri bocca e dici la tua, se non collima con quello che il tuo interlocutore vuol sentirsi dire..... son guai! Meglio stare zitti. Oppure come dice quella tipetta d'oltreoceano "meglio cambiare no?" Mah! Che il Signore ci aiuti, ma vedo nebbia in Val Padana. Gesù aiutaci tu.... Chiarisci le menti.
La tua Manù January 11 UN BUONGIORNO SPECIALEBuongiorno....
Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato e ho sperato che tu mi rivolgessi la parola anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri.
Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi: "Ciao". Però eri troppo occupato.
Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi però nemmeno di questo ti sei reso conto.
Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un po' perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a me ma ti sei infuriato e hai offeso il mio nome, io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo.
Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato, però ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me, non mi hai rivolto la parola.
Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo, ma tu non eri interessato a vederlo.
Al momento di dormire credo che fossi distrutto. Dopo aver dato la buona notte alla famiglia sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato. Ho accompagnato il tuo sogno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì per te.
Ho più pazienza di quanto immagini. Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri, TI AMO tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera, il paesaggio che faccio è solo per te.
Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo.
Buona giornata... Tuo papà DIO.
Anche Lei è triste..E' una serata così e così... Voglia di far poco. Sono molto turbata. Ho Guardato un poco di tv dopo aver cenato; poi dopo un film con trama di stampo camorristico ecco che arriva matrix! Niente da dire sul bravo Mentana, ma ANCORA UNA VOLTA A PARLARE MALE DELLA CHIESA! Per carità; non è colpa sua.... E' diventata una moda, fa "audience", è una caccia al "mostro di turno". Non voglio dire che il male non possa annidarsi anche fra i ministri della Chiesa, esso è ovunque, ci circonda.... ma voler a tutti i costi, sempre, spasmodicamente sadicamente gettare fango su chi fa del bene, su chi ha scelto di "donarsi" agli altri non lo concepisco! Soprattutto non concepisco che si allestiscano trasmissioni del genere. Qualora fosse anche vero, non si fa così! No, non ci sto! Basta processi mediatici!
Buonanotte amara!
By Manù
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